
No, in queste ore non c’è solo la siccità ad angosciare agricoltori e allevatori siciliani, ma la crisi idrica che da mesi imperversa sulla Sicilia sta ingigantendo l’altro problema cronico, quello degli attacchi della fauna selvatica, «dei cinghiali in particolare, che spinti dalla penuria d’acqua e cibo sempre più spesso vanno a cercare le risorse altrove, fuori dal loro habitat, nei campi coltivati, perlomeno in quelli che possono ancora contare sui pozzi privati e sull’irrigazione». Parola di Stefano Masini, responsabile dell’Area ambiente e territorio di Coldiretti e tra gli artefici del Piano di contenimento degli animali selvatici, in particolare dei suidi, stilato dall’associazione e presentato non molto tempo fa agli uffici competenti della Regione Siciliana, che «sembrava più che interessata al documento e decisa ad approvare una delibera che andasse nella stessa direzione. A Tusa un coltivatore è stato assalito qualche giorno fa riportando gravi ferite.
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3 Commenti
Benny
29/07/2024 12:09
Basta mettere dei punti di ristoro per gli animali, anche loro devono bere
Jago
29/07/2024 16:45
Le spine che non ti pungono sono morbide come la seta (vecchio adagio panormita) se Lei vivesse di agricoltura o di zootecnia o si trovasse dall'oggi al domani senza i frutti del Suo lavoro vorrei vederla fare lo spiritosone col "luogo di ristoro ".
Pietro
29/07/2024 16:26
Vuoi vedere che la mancanza d acqua in Sicilia e colpa dei cinghiali aaaaaa. la colpa e dei cinghiali umani, che viviamo questi momenti di mancanza d acqua
Alessandro
29/07/2024 20:09
Il piano di contenimento c'è, si chiama PRIU e si sta applicando su tutto il territorio della Regione