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LA SCOMPARSA

Denise Pipitone e la pista della Valtellina: indagini ferme per mancanza di un interprete

Denise Pipitone, Sicilia, Cronaca
Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone

Denise Pipitone poteva essere in Valtellina, una pista battuta ma poi abbandonata. Ma perchè è stato fatto? Denise poteva essere lì? E' questo il punto sulle quali vertono le nuove intercettazioni e che portano alla pista Rom, già battuta qualche anno fa. Ora alcune telefonate e una voce potrebbero avvalorare la tesi,  per ritrovare la bambina scomparsa da Mazara del Vallo il 1° settembre 2004.

La pista della Valtellina

Le presunte intercettazioni legate alla pista in Valtellina risalgono al 2005 e sembra che a farle passare “in secondo piano” sia stata l’assenza di un interprete che conoscesse la lingua delle persone intercettate

C’erano anche delle foto, come spiegato in quelle intercettazioni. Ad averle mostrate ad un ufficiale dei carabinieri sarebbe una ragazza del Kosovo di nome Juliette, che pare non avesse alcun permesso di soggiorno e fosse in possesso di documenti falsi. Pare che la giovane straniera andasse qualche volta in visita a Bergamo da una zia e che portasse con sé una bambina di nome Danàs. Secondo la testimone, la bambina – che secondo lei potrebbe essere Denise Pipitone – parlava perfettamente l’italiano nonostante vivesse con un gruppo di presunti rom.

La fonte – una cittadina egiziana – avrebbe presenziato anche a un pranzo con diversi bambini appartenenti al presunto gruppo rom. E tra loro pare ci fosse anche la piccola Danàs, unica a parlare l’italiano (e incapace di comprendere gli altri bambini) e con una cicatrice in volto. La bambina avrebbe perfino rivelato, una volta, di essere sola e senza mamma.

I carabinieri di Sondrio si attivarono e fecero irruzione anche ad una festa in cui avrebbero dovuto trovare la piccola e la donna del video, ma, identificati tutti gli astanti, non le trovarono.

La pista Rom

Si è parlato molto di una pista rom in questi anni, grazie ad un video realizzato con un telefonino dell’epoca da una guardia giurata che operava a Milano. La guardia riprese una bambina che parlava italiano e veniva chiamata (appunto) Danàs, all’interno di un gruppo di presunti rom.

 

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