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Due morti sul lavoro in poche ore in Sicilia: a Randazzo e Termini Imerese

L'ospedale di Termini Imerese

Due morti sul lavoro in poche ore in Sicilia: a Randazzo e Termini Imerese.
Un operaio di 57 di Misilmeri Francesco Corso è morto folgorato a Termini Imerese in contrada Dragone durante i lavori per la realizzazione di una villetta. L’operaio aveva finito di fare la gettata in cemento quando con la pala meccanica ha toccato i fili dell’alta tensione. Non si è accorto di quanto stava succedendo appena ha toccato il mezzo è rimasto folgorato. Il corpo dell’operaio è stato portato all’ospedale di Termini Imerese. Le indagini sono condotte dai carabinieri di Termini Imerese coordinati dalla procura. Il pm ha disposto l’autopsia.

Un operaio della forestale di 61 anni, Salvatore Franco, è morto in contrada Carbonara a Randazzo. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri sarebbe scivolato forse per il cedimento di una zona di terreno scoscesa mentre stava per riparare un’apparecchiatura. Indagini sono state avviate da militari della locale compagnia dell’Arma.  «Esprimiamo rabbia e dolore per il Forestale morto in servizio a Randazzo. Piangiamo la vittima, assicuriamo ai familiari ogni sostegno sindacale e legale perché sia fatta piena luce sull’accaduto. E ancora una volta esprimiamo solidarietà a una categoria di lavoratrici e lavoratori troppo spesso penalizzata e offesa per ignoranza o malafede», dicono i segretari generali di Fai Cisl-Flai Cgil-Uila Uila Sicilia, Adolfo Scotti, Tonino Russo e Nino Marino. “Siamo certi che le autorità competenti faranno chiarezza in merito all’episodio. - aggiungono- Abbiamo oggi un motivo in più per rivendicare sicurezza sul lavoro, spesso negata nella nostra regione da scellerate carenze negli organi incaricati della prevenzione. Al Forestale morto a Randazzo intitoleremo idealmente la nostra azione di protesta che da lunedì 24 ci vedrà impegnati con un presidio permanente dinanzi all’Ars per sollecitare rispetto, dignità, certezze, valorizzazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore».

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