Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Caos scuola in Sicilia: a Palermo, Catania e Messina tutti in classe, Dad a Trapani e Agrigento

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Una bambina in didattica a distanza (DaD)

Sicilia divisa in due tra chi entrerà in classe e chi rimarrà a casa in Dad. Il caos scuole nell'Isola continua e così tra gialla e arancione la situazione nei Comuni è in evoluzione. Tante le ordinanze di chiusura. Tra le prime quelle di Agrigento e Trapani, che sono in zona arancione. I primi cittadini decidono, di concerto con le Asp, di tenere chiuse le scuole e demandano ai dirigenti scolastici se fare didattica a distanza.

Il sottosegretario Floridia: "Basta sceriffi, scuole aperte"

E intanto il sottosegretario all’Istruzione, Barbara Floridia, su Facebook ha scritto: "Basta la politica gridata da sceriffi", "abbiate la forza di fare la cosa più giusta. Non più facile. Non più popolare. Più giusta", "spalancate le porte delle nostre scuole". "In Sicilia un’ordinanza di Musumeci ha creato lo scompiglio e da troppi giorni c'è confusione - ha scritto -. Questa ordinanza, malamente interpretata, viene utilizzata per chiudere le scuole in zona rossa o arancione, indiscriminatamente".

Palermo e Catania, tutti in classe

Dopo la riunione dell’Anci di ieri, è stato deciso che a Palermo si torna in classe. Stessa soluzione a Catania. "Domani a Palermo si ritorna a scuola in presenza, ma servono norme più chiare. In Sicilia le condizioni strutturali della sanità e delle aziende sanitarie non reggono all'impatto dell'aumento progressivo dei contagi". Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando. "Insieme ad un centinaio di altri sindaci siciliani - ha proseguito -abbiamo adottato un'ordinanza, ex articolo 50, valida soltanto per tre giorni per chiedere dati certi che non ci venivano forniti. Quando sono stati forniti dopo le nostre ordinanze abbiamo scoperto che i comuni in zona arancione erano quasi 150. Come detto nei giorni scorsi non posso che prendere atto delle decisioni del Tar, così come hanno fatto tanti altri sindaci, ma continua forte più che mai la richiesta di richiamo alle responsabilità delle strutture sanitarie responsabili". Scuole chiuse ad Altofonte dove il sindaco Angela De Luca, ha annunciato di aver firmato ordinanza per la sospensione della didattica in presenza per ulteriore settimana, la sospensione delle attività dei centri socio-ricreativi e l’annullamento di ogni manifestazione civile o religiosa dove vi sia concreta possibilità di assembramento. Le motivazioni sono molteplici e confermate dalla struttura commissariale per l’emergenza epidemiologica”. Anche il sindaco di Terrasini, Giosuè Maniaci, chiede l’istituzione della zona arancione o zona rossa. "Si torna in classe - dice - ma non per nostra volontà. Abbiamo spiegato a tutte le istituzione che la situazione non lo consentirebbe perché ancora registriamo forte incidenza settimanale di soggetti positivi con molti bambini coinvolti. Per questo chiediamo l’istituzione della zona arancione o zona rossa. Che la situazione è ancora seria ce lo dicono i medici di base, i pediatri anche i cittadini. Il governo nazionale, il governo regionale e il prefetto hanno precettato i sindaci e hanno deciso di riaprire tutte le scuole. Noi abbiamo a scrivere note ufficiali per ribadire una sorveglianza sanitaria per sapere qual è la reale situazione nel mio paese come negli altri paesi".

Scuole chiuse nel Trapanese

Scuole chiuse invece a Trapani, Salemi, Marsala e ad Erice. Anche il sindaco di Petrosino ha firmato l’ordinanza con la quale dispone per 10 giorni la sospensione delle attività didattiche in presenza in tutte le scuole. Sospese le attività in presenza in tutte le scuole di Castellammare del Golfo fino a sabato 22 gennaio. Didattica a distanza fino al 26 gennaio in tutte le scuole del comune di Paceco, comune in zona arancione.

Il sindaco di Messina ci ripensa: tutti a scuola

Il sindaco di Messina Cateno De Luca, dalla Rada San Francesco del porto dove trascorrerà la notte in tenda per sollecitare la deroga alla norma che vede obbligatorio il Green pass rafforzato per l’attraversamento dello Stretto, nel corso dei suoi aggiornamenti in diretta Facebook, ha annunciato che da domani, lunedì 17 gennaio, si torna a scuola in presenza. «Vi annuncio cari ragazzi - ha detto De Luca - che non ci sarà nessuna ordinanza di sospensione dell’attività scolastica in presenza. Organizzatevi da domani si torna a scuola».

Scuole chiuse ad Agrigento

Scuole chiuse ad Agrigento ma un gruppo di genitori ha impugnato oggi davanti al Tar di Palermo la nuova ordinanza del sindaco, nonostante i giudici amministrativi avessero sospeso una sua misura precedente in tal senso. "Si ricorda che già il giudice amministrativo - scrivono i ricorrenti - ha sospeso la precedente ordinanza e che anche il Tar Catania ha ritenuto illegittima ogni decisione delle autorità locali anche in zona Arancione". "Si ribadisce - fanno sapere - che la normativa nazionale non consente alle autorità locali, ne regionali ne comunali, alcuna possibilità di intervento in materia di istruzione se non in zona Rossa e previo parere vincolante delle autorità sanitarie". Il sindaco di Licata (zona arancione), Giuseppe Galanti ha firmato l’ordinanza che tiene le scuole chiuse fino al prossimo 26 gennaio. Le lezioni negli istituti scolastici licatesi non sono mai riprese in realtà perché lo scorso 10 gennaio il sindaco, come gran parte dei suoi colleghi siciliani, aveva firmato il provvedimento di chiusura fino ad oggi.

Siracusa, Tar sospende ordinanza

Il Tar ha sospeso l’ordinanza del sindaco di Siracusa disponendo il ritorno a scuola in presenza, come già successo a Messina, Palermo e Agrigento. Lo ha reso noto tramite i suoi canali social il sindaco di Siracusa Francesco Italia. "Il ministero dell’Istruzione ha impugnato l'ordinanza del Comune di Siracusa, ritenendo non sufficienti il parere tecnico sulla situazione dei contagi in città fornito dall’Asp e l’ordinanza del presidente della Regione siciliana che consentivano ai sindaci di sospendere le attività didattiche in presenza nelle zone arancioni", scrive il sindaco Italia.

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