Martedì, 27 Settembre 2022
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L'INTERVISTA

Disagi sulle strade, Celia: "Più cantieri aperti per finire prima i lavori, Sicilia strategica per Anas"

Sicilia strategica negli investimenti Anas, così strategica da essere la Regione destinataria dei maggiori investimenti da parte dell'azienda in Italia. Tanti soldi, tanti cantieri e lavori. E tanti cantieri significano anche tanti disagi per l'automobilista, costretto a tempi di percorrenza maggiori. Sembra un cane che si morde la coda, ma in realtà è lo "scotto" da pagare, tra code e file.

"Ma i lavori non saranno a tempo indefinito", dice l'ingegnere Raffaele Celia, responsabile Struttura Territoriale Anas Sicilia, che traccia un quadro presente, passato e soprattutto futuro di quello che sarà la viabilità nell'Isola da qui a molti anni.

Tanti investimenti sulle autostrade siciliane, ma anche troppi cantieri. La Palermo-Catania è un esempio….

Degli oltre 1,8 miliardi destinati alla manutenzione programmata, oltre la metà degli interventi attualmente in corso è operativa su cantieri di autostrade in gestione diretta Anas, e, di questi, larga parte sono assorbiti dall'autostrada A19 per la quale è in corso un piano di investimenti da oltre 850 milioni di euro.

Questo ingente investimento è finalizzato alla completa riqualificazione dell’autostrada, mediante risanamento strutturale di viadotti e gallerie, rifacimento del piano viabile, installazione di nuove barriere di sicurezza laterali, riqualificazione degli impianti tecnologici. Ad oggi, lungo l’A19, è stata realizzata una quota di investimento corrispondente a circa un terzo di quello complessivo previsto.

Tutto questo significa sottoporre gli utenti ad incrementi sui tempi di percorrenza ma, se vogliamo portare a termine i lavori in tempi che non diventino indefiniti, è necessario aprire più cantieri in contemporanea, trovando un compromesso tra disagi all’utenza e rapidità nell’esecuzione del piano di manutenzione.

A proposito di cantieri, vedremo un'accelerazione per i lavori sulla Agrigento-Caltanissetta?

La costruzione del nuovo itinerario a quattro corsie e carreggiate separate, previsto da Agrigento a Caltanissetta e all'autostrada A19 "Palermo-Catania" è suddivisa in due lotti.  Nel marzo del 2017 è stato completato e aperto al traffico il primo dei due. La parte restante dell'itinerario è stata penalizzata, come il cantiere sulla Palermo-Agrigento, dalle sopravvenute difficoltà economiche del Contraente Generale (impresa CMC di Ravenna), che ha avviato una procedura concorsuale di concordato preventivo in continuità.

Il cantiere registra, ad oggi, una percentuale di avanzamento lavori pari al 85%. Sono aperti al traffico in configurazione definitiva circa 20,7 km di nuova asta stradale su 28 km previsti, mentre ulteriori tratti sono aperti in unica carreggiata con la seconda in via di completamento. Anas sta lavorando con grande impegno su più fronti, in sinergia con le istituzioni locali e centrali. Il Governo nazionale, in accordo con la Regione Siciliana, è intervenuto commissariando l’opera.

Rispetto alla condizione di stallo che si registrava in cantiere fino a pochi mesi fa, è già evidente una accelerazione dei lavori su diversi fronti. Ad esempio, sulle attività di demolizione del viadotto Salso, per lo stato di avanzamento dello svincolo di connessione con l’A19 e dei bypass carrabile e pedonali tra le due canne della galleria Caltanissetta.

Anche sulla Palermo-Agrigento ci sono stati veramente tanti problemi. A che punto siamo?

Per quanto riguarda l’ammodernamento dell’itinerario Palermo-Agrigento sono in corso i lavori del lotto II, tra Bolognetta e il Bivio Manganaro.

L'intervento comporterà un investimento complessivo pari a oltre 300 milioni di euro e l'avanzamento dei lavori è giunto al 71%. A seguito dei ritardi dovuti agli stessi motivi già citati per la statale 640, negli ultimi mesi si è registrato un incremento dell’attività di cantiere a seguito di una incisiva azione di sollecito da parte di Anas, che ha portato peraltro alla riduzione dei tratti a senso unico alternato da dieci a tre, con evidente beneficio alla fluidità del traffico.

L'Anas ha messo la Sicilia in cima tra le regioni con più investimenti, più lavori e una maggiore modernizzazione. E' un processo che andrà avanti, e se sì come?

La Sicilia è la regione italiana in cui Anas gestisce la maggiore estesa chilometrica di strade e autostrade: 1735 tra ponti e viadotti per quasi 360 km complessivi e 149 gallerie per una estensione totale di 60 km, distribuiti lungo una rete di quasi 4200 km.

Per avere un termine di paragone, la rete Anas in Sicilia copre quindi un ottavo rispetto alla rete Anas su tutto il territorio nazionale, che è un rapporto ben maggiore rispetto al rapporto tra Sicilia e intero territorio nazionale in termini di superficie o di popolazione.

È quindi fisiologico che la Sicilia assorba più risorse e sarà ancora così nel prossimo futuro.

Quali sono i principali obiettivi di Anas, in Sicilia e in generale in tutto il sud?

Anas è fortemente determinata a consolidare il proprio ruolo di partner istituzionale per la realizzazione delle infrastrutture necessarie a garantire il pieno sviluppo delle potenzialità socio-economiche dei territori. Tale mission è ancora più sentita nelle aree del paese storicamente penalizzate per la mancanza di livelli di servizio adeguati, in termini di funzionalità e sicurezza, della rete stradale nel suo complesso.

Questa non è soltanto un’affermazione di principio, ma si traduce in concreto nella predisposizione di piani di manutenzione ricorrente e programmata, di progettazione di varianti a strade esistenti, di potenziamento di interi itinerari, ecc.

Gli obiettivi da raggiungere sono diversi e sfidanti e siamo orientati ad ottenere risultati di qualità con un’attenzione particolare all’efficientamento delle attività.

Uno dei problemi principali sono le aziende alle quali si danno gli appalti, ma poi questi non sono quasi mai rispettati, tra clausole, tempistiche rivedibili, fallimenti e così via. C'è un modo per prevenire tutto questo?

Oggi quando un nostro cantiere si blocca per il fallimento di una ditta, abbiamo di fronte tempi lunghissimi per il subentro di altro affidatario. È un argomento estremamente complesso, che vede spesso i massimi livelli istituzionali impegnati per migliorare il sistema regolatorio e, noi che siamo chiamati unicamente ad applicare le norme, abbiamo il dovere di farlo nel modo più tempestivo ed efficace possibile. Oltre al problema del blocco cantieri, c’è poi il grande tema del pagamento dei subfornitori che non vengono pagati dall’affidatario in crisi, con conseguenti ripercussioni sulle ditte stesse e sull’indotto dei distretti coinvolti.

Infine, col cambio di governance regionale dell’Anas, quali saranno i nuovi obiettivi dell'azienda?

In Sicilia, l’impegno finanziario di Anas è imponente: circa 9 miliardi di euro, tra nuove opere e manutenzione. Gli obiettivi non cambiano, dobbiamo accelerare la loro messa a terra. In quest’ottica, l’adozione dello strumento delle gare in Accordo Quadro è stata utilissima: si tratta di una forma contrattuale legata al tipo di interventi che la stazione appaltante può chiedere all’impresa vincitrice, al verificarsi di un fabbisogno manutentivo, senza attendere i tempi di gara. Inoltre posso contare su un’ottima squadra di colleghi Anas e sulle sinergie con le Istituzioni centrali e locali. Ci impegneremo per ottenere i migliori risultati possibili per la Sicilia.

© Riproduzione riservata

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