
Estate di allarme per la violenza in famiglia in Sicilia. Da San Vito Lo Capo a Messina, passando per Augusta, l'intera Isola è stata interessata dal fenomeno che, nei casi più bui, è sfociato nel femminicidio, come quello di Vanessa Zappalà ad Aci Trezza lo scorso 23 agosto. A Caccamo, invece, i genitori di Roberta Siracusa, uccisa la notte tra il 23 e il 24 gennaio, hanno voluto ricordare la figlia nel giorno in cui avrebbe compiuto diciotto anni, il 19 agosto.
L'escalation di maltrattamenti in famiglia non si è fermata ed gli episodi di violenza continuano a manifestarsi in tutta la Sicilia. Vittime di questi atti sono spesso donne, sia che si tratti della compagna convivente, della moglie o della ex, la violenza non guarda in faccia a nessuno e spesso coinvolge anche altri membri di una famiglia che cerca di difendersi facendo scudo, come madri, suocere e cognate. Ma anche bambini, figli minori costretti a subire o osservare inermi violenze e maltrattamenti da uomini che dovrebbero rappresentare una figura paterna in famiglia.
Violenza sulle donne, un database contro i femminicidi
All'indomani della morte di Vanessa Zappalà per mano dell'ex compagno, Antonino Sciuto, il direttore centrale anticrimine della polizia di Stato, Francesco Messina, ha lanciato l'allarme sul fenomeno della violenza sulle donne.
Molte donne hanno trovato il coraggio di denunciare, ma questo, stando ai fatti, non basta a difenderle. Per ogni segnalazione, ha fatto sapere Messina, viene compilata una scheda che rientra nel database "Scudo" contro i femminicidi. Le schede raccolte sono già 60 mila e questo permette di intervenire prima che accada il peggio, grazie alla condivisione di informazioni tra i vari organi, che intervengono tempestivamente. Spesso, però, si trascurano dettagli che vengono ritenuti insignificanti ma che invece, precisa ancora una volta Messina, devono essere raccolti e interpretati "anche se non sono tali da fare scattare un'indagine, anche se la vittima dice che non vuole denunciare".
Nonostante i provvedimenti, le violenza continuano a verificarsi e raccogliendo solamente gli episodi degli ultimi giorni di agosto, viene fuori un elenco dell'orrore. C'è chi agisce per gelosia, chi cerca denaro per procurarsi droga, chi sente lesa la propria dignità di fronte ad una richiesta di divorzio, le cause sono le più disparate, ma nessuna di loro può giustificare gli atti compiuti. Le ultime tre notizie sono giunte nella mattinata di oggi.
Augusta, picchia la moglie che chiedeva il divorzio: arrestato
La Polizia di Stato ha arrestato ad Augusta, nel Siracusano, un uomo di 54 anni ritenuto responsabile di maltrattamenti a carico dell'ex moglie, con l'aggravante di aver commesso i fatti in presenza dei figli minori.
La donna, già dal 2017, era vittima di continue vessazioni, insulti e violenze fisiche e morali da parte del marito, un professionista, che l'accusava di avergli rovinato la reputazione chiedendo la separazione. Secondo l'uomo avrebbe rovinato così l'immagine di famiglia perfetta che pretendeva di mantenere e continuava la convivenza nello stessa abitazione facendo leva sulle difficoltà economiche della donna che, non svolgendo alcuna attività lavorativa, era impossibilitata a mantenere sé e i tre figli.
L'uomo, al quale qualche giorno fa è stato notificato il provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla ex moglie, ha disatteso il provvedimento minacciando e picchiando la donna. I giudici hanno deciso l'aggravamento delle misure cautelari e l'uomo è stato posto agli arresti domiciliari.
Rompe il naso alla compagna, messinese arrestato
I poliziotti delle volanti hanno arrestato e posto ai domiciliari un messinese di 43 anni ritenuto responsabile di lesioni aggravate, violenza privata e tentata estorsione ai danni della convivente e l'hanno anche denunciato per maltrattamenti in famiglia e sfruttamento o favoreggiamento alla prostituzione.
Ieri sera gli agenti sono intervenuti in via Palermo, chiamati da un collega libero dal servizio, che aveva assistito a una violenta aggressione da parte di uomo ai danni di una donna, a bordo di un'auto. La vittima, una romena, nel frattempo soccorsa dall'agente libero dal servizio, aveva vistose ferite sanguinanti al capo e al viso, successivamente refertate come "trauma cranico con ferita lacero contusa e frattura delle ossa nasali".
La donna - che si prostituisce e che da alcuni mesi intrattiene una saltuaria relazione con l'uomo - terrorizzata, ha spiegato che il suo compagno l'aveva picchiata per essersi rifiutata di consegnargli 40 euro, colpendola prima in testa con una bottiglia e poi, a bordo dell'automobile, sbattendole il volto violentemente contro il cruscotto.
Picchia la compagna dopo l'ennesima lite, arresto a San Vito Lo Capo
Un ventiquattrenne di San Vito Lo Capo, G.V., è stato arrestato dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia e danneggiamento.
Il giovane, pregiudicato, era sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I carabinieri lo hanno arrestato dopo che l’uomo, ubriaco, ha picchiato la compagna convivente al culmine dell’ennesima lite, mentre questa, terrorizzata, chiedeva aiuto a gran voce.
Le urla della donna hanno attirato l’attenzione dei vicini che hanno cercato di fermare l’uomo, il quale, a sua volta, ha risposto lanciando una bottiglia e danneggiando la finestra di una abitazione vicina alla sua.
I carabinieri giunti sul posto hanno riportato l’ordine e il giovane è stato arrestato e posto ai domiciliari con applicazione del braccialetto antistalking.
Tossicodipendente minaccia i genitori per soldi, arrestato a Trapani
La polizia ha fatto sapere ieri, 27 agosto, di aver arrestato un uomo di 35 anni con problemi di tossicodipendenza. Da tempo maltrattava i genitori, estorcendo loro denaro, minacciandoli e distruggendo arredi e suppellettili della loro casa. L'uomo, accusato di estorsione e maltrattamenti in famiglia, è stato condotto in carcere.
Castellammare, maltratta e violenta la convivente: arrestato
Un romeno di 45 anni è stato arrestato, e posto ai domiciliari con braccialetto elettronico, dalla polizia di Castellammare del Golfo (Trapani), su ordinanza del Gip. E' accusato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della convivente. La donna, secondo quanto ha fatto sapere la polizia lo scorso 26 agosto, aveva denunciato i fatti, già nel 2012, ma poi aveva rimesso la querela.
La nascita di due figli non ha affatto migliorato il rapporto di convivenza tra i due, e da qui la nuova denuncia, dopo che la vittima era anche finita in ospedale. Allontanatasi da casa, la donna continuava a subire l'atteggiamento vessatorio e intimidatorio del convivente, che pedinava la vittima, tartassandola di messaggi e telefonate e minacciandola di morte.
Trapani, cerca di dare fuoco alla casa della ex: arrestato
Da anni maltrattava e perseguitava la compagna, l'uomo arrestato nei giorni scorsi dagli agenti della Polizia di Stato di Trapani, mentre era in procinto di dare fuoco all'abitazione della donna. L'uomo, un quarantaseienne con precedenti di polizia, sistematicamente minacciava la sua compagna, chiedendole inoltre somme di denaro e costringendola a lasciarlo coabitare nella sua casa.
Dopo anni di vessazioni, nei mesi scorsi la vittima si era decisa ad allontanarlo ma l'indagato aveva iniziato a tormentarla sia presentandosi sotto l'abitazione, sia molestandola insistentemente con il telefono, formulando nuove insistenti richieste di denaro. L'epilogo della vicenda si è verificato qualche giorno fa quando l'uomo si è presentato sotto casa con una tanica di benzina per dar fuoco all'appartamento. Tempestivo l'intervento degli agenti della squadra volante e della squadra mobile della questura di Trapani, che lo hanno bloccato. Per l'uomo sono scattate così le manette con l'accusa di atti persecutori ed è finito in carcere.
Tenta di uccidere la moglie, arrestato a Messina
I poliziotti delle volanti hanno eseguito una ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Messina, nei confronti di un cittadino tunisino di 55 anni ritenuto responsabile di tentativo di omicidio e maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie.
Le indagini hanno avuto inizio a seguito di intervento degli poliziotti allertati da una segnalazione di lite, nell'abitazione della coppia. L'uomo in preda a un raptus d'ira, per motivi di gelosia, aveva aggredito la donna tentando di strangolarla. Grazie all'intervento della figlia maggiore la vittima riuscì a liberarsi dalla presa e a fuggire. Dai successivi accertamenti è emerso che l'episodio non costituiva un caso isolato e che da tempo l'uomo maltrattava la donna anche in presenza dei figli, alternando minacce e insulti a un atteggiamento autoritario. Tanti gli episodi di violenza fisica e morale.
Catania, botte e minacce di morte alla moglie: "Ti ammazzo e ti do ai cani"
Ha picchiato e minacciato di morte la moglie, puntandole un coltello alla gola davanti ai loro figli urlandole contro "ti ammazzo e faccio pezzi così piccoli di te da dare da mangiare ai cani!".
E' uno degli episodi della "condotta persecutoria posta in essere nel tempo" che la Procura di Catania ha contestato a un 49enne che è stato arrestato da carabinieri del comando provinciale etneo per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Nei suoi confronti il Gip ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo l'accusa, lo scorso giugno la donna, mentre erano in auto, ha comunicato al marito la sua intenzione di trasferirsi temporaneamente a casa dei genitori. La reazione dell'uomo, ricostruisce la Procura di Catania, è stata "furiosa": il 49enne ha fermato la vettura e ha spinto fuori dal veicolo la moglie, andando via. Quando la donna, che vagava per le campagne da sola, ha fermato un camionista per un passaggio, il marito, che la seguiva, l'ha aggredita urlandole: "brava... te ne saresti andata con il primo che capita!".
Quando un automobilista è intervenuto in soccorso della donna, il marito l'ha costretta a mettersi in ginocchio e l'ha violentemente percossa con calci e pugni. L'odissea si è conclusa dopo che la vittima è riuscita ad avvisare telefonicamente il figlio e suoi familiari, compresa la figlia, si sono messi alla sua ricerca lanciando l'allarme ai carabinieri. Il fratello della donna è riuscito a intercettare la sorella e in cognato vicino al bivio Iannarello, tra Catania e Ramacca. Grazie all'intervento dei militari dell'Arma il 49enne ha fatto scendere dall'auto la moglie che, poi in caserma, lo ha denunciato. L'uomo è stato condotto in carcere.
Noto, autoerotismo davanti a figlia 2 anni e violenze sulla moglie
Gli agenti del commissariato di Noto hanno arrestato nei giorni scorsi un uomo, di 43 anni, ritenuto responsabile di maltrattamento in famiglia, lesioni personali aggravate, atti sessuali e corruzione di minorenne aggravata. L'indagato avrebbe anche compiuto atti di autoerotismo davanti alla figlia di due anni.
L'uomo è finito in manette dopo la denuncia presentata dalla moglie lo scorso novembre, quando la donna fu aggredita in modo violento, tanto da indurre i vicini di casa a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di accertare pregressi casi di aggressione mai denunciati, durante i quali il quarantaduenne aveva lanciato contro la donna ogni tipo di oggetto (anche un'aspirapolvere), non risparmiandole calci e pugni.
La donna veniva etichettata con parole oltremodo offensive della sua dignità. La vittima ha riferito di comportamenti anomali tenuti dall'indagato anche nei confronti della figlia che, al momento della denuncia aveva solo 2 anni: l'uomo pretendeva di stare da solo con la bambina a letto e, quando la moglie si rifiutava di avere rapporti sessuali, compiva atti di autoerotismo, alcuni in presenza della minore.
9 Commenti
piero doc
28/08/2021 13:16
affinità tra italiani e talebani..
Daniela82
28/08/2021 13:41
Ma che cavolo sta succedendo agli uomini?Si è alterato il cromosoma Y?Non se ne capisce più niente, ogni giorno è un bollettino di guerra....e ci ostiniamo a definirci SOCIETÀ CIVILE
Mario
28/08/2021 13:54
Bisogna applicare le leggi che già esistono in modo inflessibile. Se le denunce fatte dalle interessate non servono a quasi nulla, perché i molestatori circolano liberamente questo problema non ha soluzioni. Banca dati, telefoni etc non servono ad un c ...zo. Il molestatore se ne fa un baffo di tutti questi mezzi che lo lasciano libero di agire.
Mario Rossi
28/08/2021 16:22
Le leggi odierne per contrastare lo stalking, pur se applicate, non sono efficaci. Devono essere inasprite in senso preventivo. Se la denuncia è fondata, occorre immediatamente la carcerazione preventiva. Poi, in base alle successive indagini, braccialetto elettronico obbligatorio o carcere. Abbiamo tante carceri chiuse, si ristrutturino e si adibiscano ai reati più gravi e, si eliminino per tali reati le alternative alle pene e al carcere. Nel giro di un mese, risolviamo ed evitiamo palloncini e panchine colorate e tuteliamo davvero le donne e i più deboli.
Aldo43
28/08/2021 13:56
Maltrattare le donne deriva da una forma possessiva di psicopatia. La malattia mentale non è più catalogabile per effetti della riforma Basaglia, riforma giusta ma non applicata in modo corretta per mancanza di adeguate strutture terapeutiche. Esistono forme di schizofrenia che non danno sintomi rilevabili ad un primo accertamento diagnostico. Per quanto riguarda poi la parte penale di tale problematica, non sempre l'intervento da parte degli organi giudiziari è risolutivo: i tempi che vengono impiegati in caso di denuncia delle donne vittime di violenza, non sono immediati. Le procedure richiedono passaggi burocratici spesso tardivi. Bisogna che la normativa in materia sia più stringente e che abbia una efficacia preventiva per evitare che vengano commessi, contro le donne, atti gravemente lesivi con conseguenze letali
allibito
28/08/2021 14:03
Domiciliari con il braccialetto non e' adeguato, questi tipi debbono essere esaminati per gravi problemi mentali e separarli dalla societa' civile finche' curati della loro malattia.
Furetto
28/08/2021 14:38
Conosco una signora con problemi uditivi e il marito gli urla per farsi sentire nel frattempo anche la TV con il volume alzato al massimo quindi se vi capita di chiamare la polizia per segnalazioni siate sicuri di quello che fate gli interventi a vuoto della polizia sono minuti sottratti per la nostra sicurezza grazie altresi volevo aggiungere a tutte le donne di non subire e di denunciare il vostro uomo al momento che gli scappa uno schiaffo significa che non ha più rispetto quindi da quel momento e passibile a querela/esposto alla seconda volta si ritroverà obbligato a stare a 500 metri abbiate coraggio non rischiate la vita da un perdono da voi fatto con amore ma che sarà una prossima buona occasione per essere maltrattate con rischio di perdere la vita pensateci
Francesco Troiano
28/08/2021 17:30
Quanto accaduto ad Aci Trezza dimostra che i database servono solo per le statistiche e per dare una imbellettata alla scarsa efficacia dei metodi di gestione del fenomeno. Per chi fa violenza nel nucleo famigliare deve essere applicata una forma di segregazione che lo/la renda inoffensivo/a. Se le leggi, pur essendo applicate, si dimostrano insufficienti vanno modificate e rese più incisive. Se si presume che l'atto violento è originario da un disagio psichico deve essere applicato un controllo medico obbligatorio ed approfondito, altrimenti deve essere applicata la segregazione. Ricordiamoci, casomai dovesse assalirci un attacco di buonismo, che la violenza domestica, in ogni sua forma, è una delle più basse forme di vigliaccheria possibili in quanto rivolta verso soggetti spesso deboli o addirittura indifesi messi spesso in tale posizione dall'amore che provano nei confronti del proprio aguzzino.
Natale
19/12/2021 08:37
In una relazione di questo tipo, si scambia l’altro per un pozzo dal quale attingere ciò che ci serve per essere felici (in questo caso, l’amore) e qualora non riuscisse più a rispondere al nostro bisogno, ecco che la fiamma si affievolisce e si spegne. Si cerca quindi di evitare ogni tipo di cambiamento perché metterebbe in pericolo la nostra felicità, anche se ciò significa impedire all’altro di essere felice a sua volta. E questo è ciò che uccide l’amore.
Rosa Rita La Marca
05/02/2022 11:05
E chi censurano e trovano ripugnante? Chi condivide e promuove la dottrina cattolica? L'unica che porterebbe, di nuovo, l'Italia, ha potenza mondiale, ad uno Stato forte. Chi tocca la famiglia come fulcro educativo di base, ti muove una guerra psicologica a bassa intensità per rendere tutti più soli, deboli, fragili, schiavizzabili, ricattabili per bisogno, poveri, disperati, arrabbiati e violenti. Genera figli squilibrati, disillusi, disposti a tutto, ribelli ai genitori, con la sessualità incerta, con problemi scolastici, con tendenze maggiori ad assumere droghe, alcool, sessualità casuale pericolosa.