
Caldo record in tutta Italia e soprattutto in Sicilia dove si intensificano gli effetti dell’ondata di calore proveniente dall’Africa. Aumentano le città da bollino rosso, il massimo livello di rischio per la salute dovuto al caldo secondo il bollettino del ministero della Salute: oggi sono otto e giovedì saranno 10. E mentre i centri urbani, ma non solo, devono far fronte alle alte temperature, Sardegna (dove oggi, nell’oristanese, devastato dagli incendi delle 2 scorse settimane, si è recato il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli), Sicilia e Calabria sono alle prese con i roghi.
Ad essere contrassegnate con il bollino rosso, giovedì, saranno 10 città: Bari, Bologna, Campobasso, Frosinone, Latina, Palermo, Perugia, Rieti, Roma e Trieste: tutte, ad eccezione di Roma e Trieste, saranno rosse anche domani. Per Bari, Campobasso, Rieti e Roma si prospettano, a partire da oggi, almeno tre giorni con il massimo livello di rischio. Quanto ai bollini arancioni (rischio solo per i più fragili), sono 9 sia oggi che domani, 8 giovedì.
Con il caldo sale anche l'emergenza roghi: in Sicilia, ieri, Canadair sono rimasti in azione per tutto il giorno nella zona di Petralia Sottana nella strada che porta all’ospedale. Impegnati decine di mezzi dei vigili del fuoco e della forestale a protezione delle abitazioni. Altri incendi in tute e nove le province siciliane. Ad essere più colpite, Palermo e Trapani.
E, ieri pomeriggio, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha fatto un sopralluogo nei Comuni devastati dagli incendi dei giorni scorsi. A bordo di un elicottero della Polizia di Stato, il governatore ha sorvolato le aree delle Madonie e dei Nebrodi interessate dai roghi per rendersi conto direttamente dei danni causati dalle fiamme. A seguire, Musumeci, insieme al capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina, al dirigente generale del dipartimento regionale dell’Agricoltura Dario Cartabellotta e al dirigente generale del dipartimento dello Sviluppo rurale Mario Candore, nella Sala polifunzionale del Comune di Gangi, ha incontrato il primo cittadino Francesco Paolo Migliazzo e quelli degli altri centri del comprensorio: Geraci Siculo, San Mauro Castelverde, Collesano, Scillato, Campofelice di Roccella, Pollina, Castel di Lucio, Mistretta, Nicosia, Valledolmo e Petralia Soprana.
Musumeci ha annunciato che oggi il governo regionale chiederà "lo stato di emergenza nazionale. Speriamo che da Roma arrivino segnali positivi. Noi, intanto, attraverso il bilancio regionale, stiamo approntando le risorse per fare fronte alle prime spese necessarie affinchè gli agricoltori possano riprendere la loro attività". Una richiesta che arriva proprio nel giorno in cui è atteso a Palermo il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, e la viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, che oggi incontreranno i sindaci dei comuni più colpiti dagli incendi che hanno interessato in questi giorni l’Isola.
7 Commenti
Palermitano
11/08/2021 07:44
Sempre che chiedono lo stato di emergenza per il proprio tornaconto. Abbiamo 22.000 forestali ( che chiedono sempre l'intervento dei canadair x non fare niente), appalti con le ditte degli elicotteri, e non si riesce a combattere questa piaga
Tao
11/08/2021 08:08
I sopralluoghi si devono fare prima degli incendi. Ciascun comune o di chi è la competenza deve far eliminare stoppie, ripulire cigli stradali, cunete, far rasate erba alta nei terreni. Pene più dure x gli incendiari.
edoardo
11/08/2021 08:11
Musumeci come al solito a questuare l'aiuto di Roma. Il problema incendi è simile a quello dell'acqua: negli ultimi due anni ha piovuto e ci sono le riserve idriche, quindi non si fà nulla.Appena ci sarà un anno secco subito si chiederà l'aiuto di Roma: nel frattempo non si fà nulla provvede Giove pluvio. Lo stesso accade per gli incendi durante l'anno nulla di nulla all'arrivo dell'estate, appena viene appiccato il fuoco dai delinquenti il nostro presidente và elemosinando a destra e manca gli aiuti.
Maria Sinatra
11/08/2021 08:29
????Speriamo che da Roma arrivino le soluzioni per liberare la TERRA NOSTRA dall'ennesima strategia mafiosa ancora "inestirpabile".
Daniele
11/08/2021 08:30
Ah be', se arriva Patuanelli allora...
Filippo
11/08/2021 11:09
Bravo palernitano???? perche nn abilitare a questo tipi d interventi anche elicotteri di carabinieri..polizia..esercito etc ..e nn solo i privati come i canadair anche essi privati ed esempre la stessa ditta ad aggiudicarsi l appalto......vergogna...il caldo ce ed e ovunque ma forse in siciilia la temperatura d infiammabilita rispetto alle regioni del nord dove non esistono questi incendi e diversa..forza sicilia riprenditi
Tiritera
11/08/2021 11:16
La Sicilia è degrado "a causa dei crudeli nordisti che l' hanno sfruttata", la Sicilia non ha responsabilità e questi incendi, appiccati programmaticamente ( i vigili del fuoco sono perfettamente in grado di capire se un incendio sia casuale o programmatico, oltre a risalire agli inneschi), vengono appiccati secondo una strategia di prevaricazione, priva di rispetto del demanio pubblico e del lavoro e sacrifici privati. Per chi amasse considerare il concetto di mafia esente dalle applicazioni pratiche, questi incendi rappresentano proprio l' analoga linea di pensiero. Mi piacerebbe anche dire che la tutela di beni pubblici e privati, la tutela della flora e fauna, così come l' aria che respiriamo tutti, sono responsabilità unica degli amministratori, dando la responsabilità prima a Musumeci...ma nella concretezza del sistema, se qualche politico osasse far seguire a dichiarazioni rigorose anche fatti, modificando l' attuale sistema politico, quanti finti servi della gleba cambierebbero di botto bandiera in cerca del maggiore offerente? Esattamente il problema risiede qui: troppo facile dare dello scorretto il politico di turno, se della democrazia è questo di cui ve ne siete fatti. Molti rimangono più adatti all' epoca dei titoli nobiliari, non a caso legato ad un assenza di potere politico centrale e proprio agli stessi motivi per cui la mafia nacque: il più prepote, illecitamente e violentemente, cumanna. Bravi, non confido nel fatto che in mano all' elettore medio "diventerà bellissima". Populismo sterile e ignoranza, scrocco cronico, pretesa di un lavoro all' interno di un sistema marcio in cui giusto giusto l' ultima ruota del carro è "quello bravo e onesto"