Giovedì, 21 Ottobre 2021
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L'ALLARME

Covid in Sicilia: +78% dei contagi in una settimana, focolai nel Ragusano e a Pantelleria

Contagi in netta crescita, focolai che si moltiplicano con una nuova zona rossa, incidenza che aumenta con lo spettro di una nuova gialla proprio in piena stagione estiva. La curva epidemica del Coronavirus è di nuovo fonte di preoccupazione in Italia e in Sicilia, al momento tra le regioni più colpite da questo nuovo rialzo dei casi spinto dalla variante Delta. Sono 386 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 9.583 tamponi processati nell’isola.

L’incidenza sale al 4,0% fissando un nuovo record. Gli attuali positivi sono 4.409 con un aumento di altri 269 casi. Nelle ultime 24 ore non ci sono morti e totale dei decessi resta a 6.006. Sul fronte ospedaliero c'è la risalita dei ricoverati che sono adesso 167, sei in più rispetto a ieri, di cui 23 in terapia intensiva. Un aumento dei contagi del 78% negli ultimi sette giorni che adesso fa paura, anche perché torna concreto il rischio di passare dalla zona bianca a quella gialla.

Lo svela un indicatore che tiene conto di nuovi casi e vaccinati in ciascuna Regione. Lo evidenzia il report settimanale dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica, Facoltà di Economia, campus di Roma (Altems). Attualmente, rileva il report, la regione con il rischio maggiore di entrare in zona gialla è la Sardegna (0,32 su una scala da 0 a 1), seguita da Sicilia (0,31) e Veneto (0,24).

Le previsioni sono frutto di un nuovo indicatore che misura il rischio delle regioni di entrare in zona gialla considerando il numero di nuovi casi in un certo momento in una data Regione e allo stesso tempo il numero di persone vaccinate in quella Regione fino a quel momento. Questo indicatore è quindi basato su una soglia modificata dei livelli critici dell'incidenza per tener conto dell'avanzamento del piano nazionale di vaccinazione o, in altri termini, pesa il numero di contagi con il numero di vaccinati perché un numero di contagi elevato in una regione con tanti vaccinati non dovrà preoccupare troppo.

Usando questo indicatore, afferma Altems, si riesce a mettere in atto azioni preventive prima ancora che le ospedalizzazioni aumentino. Infatti non sono le ospedalizzazioni in sé da tenere sotto controllo, perché agire quando le ospedalizzazioni sono già aumentate significa agire tardivamente, come è stato fatto nella seconda ondata lo scorso autunno. Lo scenario di una Sicilia in giallo rappresenterebbe un colpo durissimo per la stagione turistica, di vitale importanza per l'economia dell'Isola.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha aperto a una rivalutazione dei parametri in considerazione della campagna vaccinale che prosegue a buon ritmo: «In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori». Dunque focus più sugli ospedali che sui contagi per non andare incontro a nuove chiusure.

Sul piano della diffusione dell'epidemia però inizia a suonare un campanello di allerta. Da domenica la Sicilia conterà quattro comuni in zona rossa, con l'ingresso di Gela a far compagnia a Mazzarino, Riesi e Piazza Armerina, e il numero di focolai aumenta in modo preoccupante. Quasi 120 i contagi riscontrati in poche ore in provincia di Ragusa, come segnalato dal sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna, e altri 14 quelli a Pantelleria dove sotto accusa c'è una presunta festa che avrebbe dato il via al boom di infezioni.

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