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FONDAZIONE GIMBE

Coronavirus, contagi in calo in Italia ma non in Sicilia: casi in aumento del 50% nell'ultima settimana

Il contagio rallenta ma non in Sicilia. Se a livello nazionale la variazione percentuale dei nuovi casi e gli attuali positivi sono in calo, nell'ultima settimana la variazione percentuale dei nuovi casi cresce in 4 Regioni, in particolare Sicilia e Sardegna, dove l’incremento supera il 50%. E' quanto emerge dal monitoraggio della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana 31 marzo-6 aprile 2021.

Secondo il report, il numero dei contagi nell'Isola è cresciuto del 52,1% rispetto alla settimana precedente. In generale, nella regione restano ancora sotto la soglia critica il numero dei ricoverati (28%) e quello dei posti in terapia intensiva (19%).

Dal monitoraggio Gimbe, l'Isola non eccelle sul piano vaccinale: ha completo il ciclo vaccinale il 5,4% della popolazione, piazzandosi penultima dopo Sardegna e Calabria (entrambe al 4,7%).

A livello nazionale, in Italia crollano i tamponi e per le terapie intensive, la soglia è sopra il 30% in 14 regioni. Lo rileva la fondazione Gimbe nel consueto monitoraggio settimanale. «Per i vaccini - si sottolinea - 500 mila somministrazioni al giorno per ora restano un miraggio».

Il monitoraggio nella settimana 31 marzo-6 aprile, evidenzia una riduzione dei nuovi casi (-11,1%) sovrastimata dal crollo delle persone testate. In lieve calo decessi, casi attualmente positivi e persone in isolamento domiciliare, mentre rimane alta l’allerta ospedali: indicatori sopra la soglia di saturazione in 8 regioni per l’area medica e in 14 per le terapie intensive con punte di occupazione che superano il 50%. In grave ritardo la protezione di anziani e fragili: ciclo vaccinale completo solo per il 36,8% degli over 80 e per il 2,2% della fascia 70-79 anni, nessuna rendicontazione pubblica sulle persone estremamente vulnerabili.

Rispetto alla settimana precedente,Gimbe rileva una diminuzione dei nuovi casi (125.695 vs 141.396) legata in parte alla netta riduzione dell’attività di testing. In lieve calo anche i decessi (2.868 vs 3.000), i casi attualmente positivi (555.705 vs 562.832) e le persone in isolamento domiciliare (522.625 vs 529.885). Sostanzialmente stabili i ricoveri con sintomi (29.337 vs 29.231) e le terapie intensive (3.743 vs 3.716).

"Per la terza settimana consecutiva - dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe - continua la lenta discesa dei nuovi casi, anche se il calo degli ultimi giorni è sovrastimato per il tracollo dell’attività di testing durante il periodo pasquale: -128.141 persone testate rispetto alla settimana precedente e -304.499 rispetto a quella ancora prima».

In 10 Regioni, infine, l’aumento dei casi attualmente positivi attesta inequivocabilmente che il calo dei nuovi casi è ancora esiguo.

«La lentezza con cui scendono i nuovi casi - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - insieme alla limitata copertura vaccinale dei soggetti più fragili non permettono di ridurre la pressione sugli ospedali, dove la situazione rimane critica». Le soglie di allerta di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid in area medica ()40%) e in terapia intensiva ()30%) si attestano rispettivamente al 44% e al 41%, con 8 Regioni sopra soglia per l’area medica e 14 sopra soglia per le terapie intensive. Per queste ultime, rileva Gimbe, preoccupa il superamento del 50% in Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Marche, Valle d’Aosta, con una punta del 60% in Lombardia.

«Sui nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva - sottolinea Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione - la media mobile a 7 giorni ha iniziato la discesa, ma il valore registrato il 6 aprile (229 ingressi/die) rimane ancora superiore a quello di un mese fa (202 ingressi/die)».

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