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Coronavirus, l'ufficio scolastico regionale: "La Dad non può partire subito". Lagalla lo censura

L'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia contesta la decisione del governo di adottare la didattica a distanza per le scuole secondarie. L'Usr, attraverso una nota, fa sapere di aver convocato urgentemente lo scorso 23 ottobre il tavolo regionale previsto dal Piano Scuola, che ne prevede la consultazione. Al tavolo hanno partecipato la Consulta degli Studenti, associazione dei genitori rappresentati dal Forags, dirigenti scolastici e Organizzazioni Sindacali ed è emerso quasi all'unanimità che la scuola non poteva essere penalizzata per i mancati interventi sul trasporto pubblico.

"È stato evidenziato che l'Ufficio Scolastico regionale per la Sicilia ha acquisito e inviato nel mese di luglio i dati sugli studenti pendolari all'Assessorato ai trasporti - sta scritto nella nota -, al fine di porre in essere gli interventi di competenza. Inoltre è stato anticipato il rischio che gli studenti si sarebbero comunque incontrati in domicilio privato, senza che nessuno potesse vigilare sul distanziamento e utilizzo delle mascherine, come invece avviene a scuola. Non risultava essere presente nessuno della Regione Siciliana, salvo un rappresentante dell'Assessorato all'istruzione che non conosceva i contenuti delle decisioni assunte".

"Dalla lettura dell'ordinanza della Regione Siciliana - continua la nota - emerge come la sospensione delle attività in presenza per oltre 240.000 studentesse e studenti siciliani della scuola secondaria di II grado è legata esclusivamente a ragioni connesse ai trasporti pubblici. Infatti allo stato attuale risultano in Sicilia 600 studenti positivi al Covid-19, su oltre 700.000 alunni. La decisione di sospendere le attività didattiche in presenza penalizza anche gli studenti con disabilità, più deboli e a rischio dispersione scolastica. Inoltre non permette lo svolgimento delle attività laboratoriali previste soprattutto dai Tecnici e Professionali. In generale risulta essere incisa l'autonomia scolastica e la flessibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche, che già alternavano per il II grado attività in presenza e a distanza".

"Infine, il breve preavviso non consentirà alle istituzioni scolastiche di intervenire tempestivamente e di organizzarsi - conclude - al fine di rendere fruibile immediatamente per tutti gli studenti la didattica a distanza".

Puntuale arriva la replica dell’assessore regionale all’istruzione Roberto Lagalla: "Venendo a conoscenza del comunicato diffuso dall’Ufficio scolastico regionale, non può che richiamarsi l’estensore al rispetto delle prerogative del decisore politico regionale e censurare comportamenti contrastanti con il principio di leale collaborazione istituzionale. Premessa, dunque, l’irritualità delle dichiarazioni di cui trattasi - continua -, deve rilevarsi come l’ordinanza del Presidente Musumeci, assunta per esigenze di tutela della salute pubblica, preveda la temporanea chiusura delle scuole superiori ed il ricorso sostitutivo alla didattica a distanza quale conseguenza delle vincolanti indicazioni formulate dal Comitato Tecnico Scientifico regionale, a seguito del critico innalzamento della capacità diffusiva e dei contagi da Covid-19".

"Fermo restando l’intendimento del governo regionale di ripristinare, appena possibile, la regolare attività didattica in presenza anche presso gli istituti superiori - aggiunge - si ha difficoltà a comprendere la dichiarata incapacità dell’USR di far fronte, da subito, alla didattica a distanza, visto che il valoroso corpo docente della Sicilia ha già affrontato con successo, nel recente passato, tale modalità di insegnamento, peraltro parzialmente praticata anche in questo inizio di anno scolastico presso gli stessi istituti superiori. Nè può ignorarsi che l’opzione DAD è esplicitamente contemplata in DPCM e pronunciamenti ufficiali del Governo Conte. Per tutto quanto precede, mi dichiaro certo che il direttore dell’USR saprà, da ora in poi, meglio valutare la differenza tra responsabilità e decisioni di governo, assunte nel superiore e più generale interesse della salute pubblica, ed azione amministrativa che si auspica coerente e leale, soprattutto in un momento di particolare e generale difficoltà".

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