Martedì, 24 Novembre 2020
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IL PROTOCOLLO

Coronavirus, stretta su palestre e piscine: mascherine, app e sanzioni nelle nuove linee guida

coronavirus, Sicilia, Cronaca

Uso più rigoroso delle mascherine, app di prenotazione obbligatoria ai corsi e multe per chi trasgredisce. Queste sono alcune delle misure più stringenti per palestre, piscine e impianti sportivi contenute all’interno del nuovo protocollo attuativo delle 'Linee guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere', emanato dal Dipartimento dello Sport e annunciato da ministro per lo Sport e le Politiche giovanili, Vincenzo Spadafora.

Il documento specifica come sia "obbligatorio verificare all’ingresso che fruitori dei servizi ed eventuali accompagnatori siano dotati di mascherina protettiva e, in caso negativo, vietare l’ingresso". I bambini , inoltre, "devono essere accompagnati da non più di un familiare". È altresì obbligatorio "indossare la mascherina in qualsiasi momento all’interno della struttura, ad eccezione del momento in cui si svolge attività fisica sul posto. A titolo di esempio, la mascherina va indossata obbligatoriamente anche durante l’allenamento se il cliente si sposta da una postazione di allenamento all’altra". Infine resta obbligatorio "indossare sempre la mascherina nelle zone di accesso e transito".

La determinazione del numero massimo di persone che possono essere presenti in contemporanea all’interno della struttura "deve risultare dalla considerazione di 12 metri quadrati per persona, considerando per il computo i metri quadrati (al chiuso) dell’intera struttura. Nel computo delle compresenze va considerato anche il personale diretto o indiretto che vi presta servizio in quel momento. Per quanto riguarda attività e corsi di gruppo, il numero massimo di cui sopra è 5 mq per partecipante, prendendo in considerazione l’ampiezza dell’ambiente in cui l’attività viene svolta. Per quanto riguarda le attività svolte all’interno di piscine natatorie, va garantito uno spazio minimo di 7 mq per persona presente. Per le piscine non ad uso natatorio valgono le norme regionali di riferimento e quelle contenute nell’allegato 9 al Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2020".

Resta obbligatorio mantenere sempre la distanza interpersonale minima di 1 mt con una valutazione più elastica "durante l’attività fisica" con l’obbligo di tenere "una distanza interpersonale minima adeguata all’intensità dell’esercizio, comunque non inferiore a 2 mt".

Il gestore del sito potrà inoltre "disporre il divieto di accesso alle docce, invitando utenti ed atleti a cambiare soltanto il costume bagnato o l’abbigliamento per l’allenamento, ad asciugare velocemente i capelli e a completare la vestizione nel più breve tempo possibile. Si accerterà inoltre, anche col supporto dello staff del sito, di controllare che gli atleti rispettino il distanziamento imposto dalle norme di prevenzione dal rischio di contagio".

Diventa inoltre obbligatorio "mettere a disposizione almeno 1 dispenser di gel disinfettante ogni 300 metri quadrati considerando esclusivamente le aree in cui si svolge l’attività fisica e motoria" e "mettere a disposizione dispenser di gel disinfettante nelle zone di accesso e transito".

In questo caso non si tratta di un obbligo ma di un’attività fortemente suggerita: "Si invitano inoltre i gestori ad organizzare corsi di formazione del personale, da parte di formatori sanitari e di RSPP, in grado di fornire le necessarie raccomandazioni d’uso e direttive di protezione, prevenzione e precauzione ai collaboratori e ai dipendenti".

L’app di tracciamento deve "essere promossa tra gli utenti ed i frequentanti dei propri centri sportivi" insieme a "tutte le misure volte alla prevenzione della diffusione del COVID - 19". Nel nuovo protocollo è stato aggiunto un capitolato specifico per le piscine che a maggio invece erano considerate allo stesso livello di palestre e altri luoghi dedicati alle attività sportive. Si tratta di misure che "si applicano alle piscine pubbliche e private finalizzate alle attività natatorie e a quelle ludiche. Sono escluse le piscine ad usi speciali di cura, di riabilitazione e termale".

I gestori dovranno, ad esempio, "prevedere percorsi divisi per l’ingresso e l’uscita" ma anche "prevedere l’accesso agli impianti esclusivamente tramite prenotazione". Bisognerà poi "organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare il distanziamento di almeno 1 metro" e "dotare l’impianto/struttura di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani dei frequentatori/clienti/ospiti in punti ben visibili all’entrata, altresì prevedere i dispenser nelle aree di frequente transito, nell’area solarium o in aree strategiche in modo da favorire da parte dei frequentatori l’igiene delle mani".

Sarà necessario inoltre prevedere "una regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, docce, servizi igienici, cabine, attrezzature: sdraio, sedie, lettini, incluse attrezzature galleggianti, natanti etc.. Evitare l’uso promiscuo di oggetti e biancheria: l’utente dovrà accedere alla piscina munito di tutto l’occorrente". La densità di affollamento in vasca deve essere calcolata "con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona. Il gestore pertanto è tenuto, in ragione delle aree a disposizione, a calcolare e a gestire le entrate dei frequentatori nell’impianto".

Rispetto a maggio sono aumentate le obbligatorietà da seguire. Questo comporta anche l’attuazione di sanzioni pecuniarie. "Si ricorda che il mancato rispetto delle disposizioni misure previste, potrà essere oggetto delle sanzioni previste dalla normativa vigente a seguito delle operazioni di controllo e monitoraggio effettuate dalle amministrazioni e autorità competenti del Dpcm del 13 ottobre 2020, ovvero l’inottemperanza all’obbligo, durante l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolta presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, di attenersi alle norme di distanziamento sociale e di non creare assembramento, è punibile con una sanzione in misura dirotta di 280,00 o 560,00 in caso di recidiva". AGI

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