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Coronavirus, ok ai test rapidi anche nelle scuole

Ok ai test antigenici rapidi non solo in porti ed aeroporti ma anche nelle scuole. È l'indicazione contenuta nella circolare del ministero della Salute che specifica che "l'utilizzo di tali test antigenici rapidi è in grado di assicurare una diagnosi accelerata di casi di Covid-19, consentendo una tempestiva diagnosi differenziale nei casi sospetti tra sindrome influenzale e malattia da Sars-CoV2".

Alla vigilia dell’arrivo dell’influenza stagionale e "in vista di un probabile ampliamento dell’esigenza di prevenire, attraverso l’effettuazione di test, l’incremento dei contagi", il ministero ritiene che l’utilizzo dei test antigenici rapidi possa accelerare, anche nelle scuole, la diagnosi dei casi sospetti di Covid-19. E’ infatti "del tutto lecito assumere - spiega il ministero - che la frequenza di episodi febbrili nella popolazione scolastica nel periodo autunnale e invernale sia particolarmente elevata, e che sia necessario ricorrere spesso alla pratica del tampone per escludere in tempi rapidi la possibilità che si tratti di Covid-19, nonché per individuare prontamente i casi, isolarli e rintracciare i contatti, facilitando la decisione di applicare o meno misure quarantenarie in tempi brevi e con un risparmio notevole di risorse, evitando un eccessivo sovraccarico dei laboratori di riferimento".

Di fronte a un caso sospetto e davanti al rischio di un possibile contagio del personale scolastico o degli alunni si può quindi ricorrere anche al test antigenico rapido. Nella circolare viene spiegato che "le modalità di raccolta del campione per i test antigenici rapidi sono del tutto analoghe a quelle dei test molecolari (tampone naso-faringeo), i tempi di risposta sono molto brevi (circa 15 minuti), ma la sensibilità e specificità di questi test sembrano essere inferiori a quelle del test molecolare". Questo "comporta la possibilità di risultati falso-negativi in presenza di bassa carica virale oltre alla necessità di confermare i risultati positivi mediante un tampone molecolare". Tuttavia "ulteriori validazioni eseguite su campioni 'freschi" (appena prelevati) hanno invece mostrato elevata sensibilità e specificità". Pur considerando la possibilità di risultati falso-positivi (per questo i risultati positivi al test antigenico vengono confermati con il test molecolare) e di falso-negativi (la sensibilità del test non è certo pari al 100% e, inoltre, bisogna considerare il 'periodo finestra' fra il momento dell’esposizione a rischio e la comparsa della positività), grazie all’uso di tali test rapidi è stato intercettato comunque un rilevante numero di contagiati, probabilmente con alte cariche virali, che non sarebbero stati individuati in altro modo".

"Sui test rapidi ottimo il via libera del Cts nazionale - commenta il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, su Facebook. Quindi, ancora una volta, possiamo dire: la Sicilia aveva visto giusto, con i due milioni di test già approvvigionati. E sul fronte dello screening proseguiremo nei prossimi giorni con un nuovo provvedimento. La battaglia si vince anticipando il più possibile il numero dei casi. Dobbiamo proseguire con la prudenza e con il rispetto di tutte le regole. I prossimi giorni e le prossime settimane dipendono da noi".

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