Mercoledì, 03 Marzo 2021
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GLI ASSEMBRAMENTI

Movida, Conte: "Non è il momento dei party, rischio nuovi contagi"

«Non è ancora il tempo dei party e della movida. Io ringrazio gli italiani per quello che hanno fatto, ma non è finita. Abbiamo tolto delle limitazioni come l’autocertificazione ma bisogna stare attenti altrimenti la curva risale». Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte soffermandosi all’uscita del Senato con alcuni cittadini che lo hanno ringraziato per come si è mosso il governo nell’emergenza sanitaria. «Io - ha spiegato il premier - ringrazio gli italiani».

"Se i ristoratori e i gestori dei bar avranno l'esenzione della tassa sull'occupazione del suolo pubblico per sei mesi e se potranno aumentare la superficie occupata dai tavolini con procedure di autorizzazione più veloci, procedure che lavoriamo per rendere ancora più semplici, sarà merito dei sindaci.

Quando rivendichiamo un ruolo è questo che chiediamo: poter scrivere insieme con gli altri livelli istituzionali norme, provvedimenti, regolamenti che si fondino sulla base della nostra esperienza quotidiana. Noi conosciamo e viviamo le difficoltà che vivono i cittadini così come gli operatori del commercio. E poi siamo noi sindaci a dover far rispettare quelle regole". Lo afferma in una nota il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Dalla riapertura generalizzata dei negozi, lo scorso lunedì, molti sindaci hanno espresso preoccupazione per gli assembramenti soprattutto di giovani e nelle zone più calde della movida cittadina.

"Sono preoccupato io, sono preoccupati i miei colleghi - dice Decaro - perchè, di fatto, il nuovo decreto ha dato una sensazione di 'liberi tuttì. Ora o ciascuno di noi, a cominciare dai ragazzi, interpretiamo questa libertà con senso di responsabilità, applichiamo le regole sul distanziamento sociale, pensiamo al fatto che comportamenti irresponsabili mettono a rischio non solo la nostra salute individuale ma anche quella delle persone più fragili che abbiamo care, oppure saremo costretti a chiudere di nuovo i locali, con il danno anche economico che questo comporterebbe".

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