Sabato, 24 Ottobre 2020
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MISURE DI PROTEZIONE

Mascherine compagne della fase 2, ma non per tutti i bambini: spuntano le cover

Mascherine obbligatorie nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.

Il Dpcm sulla fase 2 conferma la necessità di utilizzare questa forma di protezione anche se non fissa limiti relativi alla tipologia delle mascherine, che possono essere monouso o lavabili ma anche "auto-prodotte".

LE REGIONI. E sulla necessità inderogabile di usarle, per una volta, sono d'accordo anche i presidenti delle regioni più grandi ed esposte al coronavirus. Per il governatore della Lombardia Fontana, infatti, l'obbligo deve rimanere, con la garanzia che si assicurino le forniture. E anche per Bonaccini, presidente dell'Emilia Romagna le mascherine sono fondamentali tanto che si "sarebbe aspettato l'obbligo anche all'aperto oltre che nei luoghi chiusi".

Lo stesso Musumeci insiste sulla necessità di rendere obbligatorio l'utilizzo delle mascherine quando si è all'esterno da casa, dunque, non solo in specifici luoghi.  Nel frattempo, in vista della fase 2, il ministro dei trasporti De Micheli sta prendendo in considerazione la possibilità di inserirle vicino alle biglietterie prima di prendere un mezzo di trasporto pubblico e comunque di lasciare a terra quanti non le indosseranno.

I BAMBINI. Esonerati dall'obbligo di usarle "i  bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l'uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti", prevede il Dpcm varato dal Governo.

LE COVER. Spuntano le cover per mascherine, come quelle per i cellulari. Da un lato è un nuovo business, dall'altro un modo per far sì che i bambini indossino più facilmente i dispositivi di protezione, tra disegni, meme, supereroi, bandiere e colori. "Proteggersi con il sorriso" è lo slogan del progetto lanciato da un giovane imprenditore abruzzese che per primo ha registrato il marchio #andratuttobene, uno degli hashtag dell'emergenza coronavirus.
Nel giro di una settimana sono quasi diecimila gli ordini effettuati sullo store online.

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