Martedì, 26 Maggio 2020
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Coronavirus, l'ex deputato Ruggirello positivo in carcere: scoppia la rivolta dei detenuti
SANTA MARIA CAPUA VETERE

Coronavirus, l'ex deputato Ruggirello positivo in carcere: scoppia la rivolta dei detenuti

carceri, coronavirus, PAOLO RUGGIRELLO, Sicilia, Cronaca
L'ex deputato regionale Paolo Ruggirello, arrestato nel blitz

Sei sezioni del reparto 'Nilo' della struttura carceraria di Santa Maria Capua Vetere sono state per ore, nella notte, nelle mani di almeno 150 detenuti. Si sono impossessati delle chiavi e si sono barricati nei corridoi e negli antri dei reparti rendendo difficoltoso l’accesso agli agenti della polizia penitenziaria.

La protesta è scattata quando si è diffusa la notizia che un detenuto era stato contagiato dal coronavirus. Si tratta dell’ex deputato regionale siciliano, Paolo Ruggirello, detenuto da più di un anno per associazione mafiosa. "Allo stato - spiega - non risultano feriti. Dalle prime informazioni risulta che i detenuti hanno preso le chiavi ai colleghi per poi allontanarli dalla sezione. Non risultano feriti ne colluttazioni. All’esterno del carcere sono presenti altre 300 uomini della penitenziaria e delle altre forze dell’ordine".

Nel carcere, infatti, si è registrato un primo caso di coronavirus ed ha riguardato l’ex deputato regionale, Paolo Ruggirello. Viste le sue condizioni di salute è stato trasportato al Cotugno, mentre all’interno del penitenziario sono state attivare le misure previste per contenere il contagio. Ma quando la notizia si è diffusa è scattata la rivolta.

"Il clima, nelle ultime settimane - ha dichiarato Aldo Di Giacomo all’Italpress -, è diventato molto pesante soprattutto nelle carceri del sud. Temo che nei prossimi giorni si possano verificare proteste anche nelle altre carceri, in particolare in Campania e Sicilia, ma anche nel Veneto ci sono sentori".

Sulle tensione nelle carceri interviene il Pd: "Tutti i paesi hanno adottato provvedimenti credibili contro il sovraffollamento: dall'Iran alla Francia, dal Marocco agli Stati Uniti. Anche in Italia si deve fare presto. Lo hanno chiesto tantissime voci autorevoli: mandare ai domiciliari detenuti verso la fine della pena, che non rappresentano allarme sociale, che hanno tenuto buone condotte, escludendo ovviamente quelli per reati gravi e ostativi, va fatto presto e davvero".  Lo afferma il deputato e responsabile giustizia del Pd Walter Verini, che aggiunge: "Per questo anche il PD è impegnato, a partire dal confronto che si apre in settimana al Senato, per rendere davvero efficaci i primi provvedimenti adottati nelle scorse settimane".

 

© Riproduzione riservata

PERSONE:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X