Domenica, 25 Ottobre 2020
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L'INCHIESTA

Corruzione in Sicilia, arrestati funzionari dell'Ipa e l'ex sindaco di San Cipirello Geluso

AGRICOLTURA, corruzione, truffa, Antonino Cosimo D'amico, Filippo Cangialosi, Vincenzo Geluso, Sicilia, Cronaca
L'ex sindaco di San Cipirello Vincenzo Geluso

La truffa sui fondi erogati dalla Regione si realizzava attraverso la compiacenza di professionisti e soprattutto funzionari pubblici. La corruzione si sarebbe consumata all'Ipa, Ispettorato provinciale dell’Agricoltura, un ente della Regione preposto a valutare l’ammissibilità delle istanze per ottenere i contributi pubblici.

Uno dei due filoni dell'inchiesta della guardia di finanza che oggi ha portato a 24 misure cautelari ruota proprio sul ruolo e sulle pratiche di alcuni funzionari che avrebbero agevolato il sistema creato per ottenere illecitamente i fondi dalla Regione da due imprenditori, i fratelli Giovanni Salvatore e Francesco Di Liberto di Belmonte Mezzagno, oggi finiti in carcere.

Il campo su cui la corruzione si sarebbe consumata sono le domande per i contributi del Psr Sicilia 2007/2013 e del Psr Sicilia 2014/2020.

I NOMI DI TUTTI I COINVOLTI

Tra gli arrestati c'è Filippo Cangialosi, funzionario istruttore all'Ipa di Palermo. Cangialosi avrebbe raggiunto un accordo con Giuseppe Tavarella, un altro funzionario dello stesso ente e già legale rappresentante del Consorzio Agrario di Palermo S.c.a.r.l., sulle domande di finanziamento e di pagamento presentate dalla società nell’ambito della Misura 124 del Psr Sicilia 2007/2013. In sostanza, Cangialosi avrebbe attestato falsamente di aver svolto controlli, concludendo la procedura con esito positivo, consentendo al Consorzio Agrario di non incorrere così in sanzioni dovendo restituire quanto indebitamente percepito. In cambio, Cangiaosi avrebbe ottenuto da Tavarella una corsia preferenziale per alcune domande di finanziamento presentate da soggetti di suo interesse.

Coinvolto nell'inchiesta anche Antonino Cosimo D'Amico (ai domiciliari), all’epoca a capo dell’Ipa di Palermo. D'Amico sarebbe intervenuto sui membri delle commissioni di controllo affinché condizionassero in senso favorevole le valutazioni sulle istanze presentate da Giuseppe Guttadauro in merito alla misura 4.1 del PSR Sicilia 2014/2020 per un totale di oltre 3,5 milioni di euro. Avrebbe prodotto false attestazioni, distruggendo documenti compromettenti per poi sostituirli con documenti regolari, e in cambio avrebbe ottenuto da Guttadauro la promessa che il suo nominativo sarebbe stato preso in considerazione per l’incarico di capo di gabinetto dell’assessore regionale all’Agricoltura. I membri della commissione Lilli Napoli e Maria Concetta Catalano, invece, rispondono di tentata truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni e falso.

I PROGETTI A SAN CIPIRELLO. Coinvolti nei casi di corruzione anche Gaetano Ales, funzionario dell’Ipa di Palermo, Vincenzo Geluso, all’epoca dei fatti sindaco del Comune di San Cipirello e attualmente componente dell’Ufficio di gabinetto dell’assessore regionale all’Agricoltura, e Salvatore Picardo, responsabile dell’area 4 tecnica - Suap del Comune di San Cipirello. Nel mirino della guardia di finanza una domanda di finanziamento di 159 mila euro, presentata nell’ambito della Misura 7.5 del PSR Sicilia 2014/2020 dal Comune di San Cipirello e relativa ad un progetto per la riqualificazione dell’area a parcheggio su corso Trento e la realizzazione di un centro di informazione turistica.

Secondo l'accusa, gli indagati avrebbero alterato atti pubblici veri, allegati alla pratica di finanziamento già presa in carico dall’Ipa di Palermo, apponendovi delle date che non erano state indicate in sede di deposito e formando nuovi documenti essenziali, inseriti nella pratica come se fossero presenti al momento del deposito. L’opera non fu realizzata perché non risultava inserita dal Comune nel programma triennale delle opere pubbliche.

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