Lunedì, 27 Gennaio 2020
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LA FRANA

Crollo del viadotto sulla A6, gli esperti: "15 mila metri cubi di materiali in bilico"

Il maltempo non dà tregua all'Italia, molte regioni, dal Nord al Sud, di nuovo sott'acqua per le forti piogge che hanno fatto scattare l'allerta rossa in molte zone. Numerosi i danni, e i disagi, con strade chiuse, smottamenti e frane.

La "frana che ha distrutto il viadotto sull'A6 contiene circa 15 mila metri cubi di materiali che sono ancora in bilico". Lo hanno detto Nicola Casagli dell'Università di Firenze e Luca Ferraris della Fondazione Cima, centri di competenza della Protezione civile nazionale, al termine del sopralluogo aereo sulla frana.

La frana, composta da circa 30 mila metri cubi di materiale, è scesa da un'altezza di 300 metri velocissima, 'correndo' a circa 20 metri al secondo. "E' stata rapidissima - hanno detto gli esperti - e calcolando la velocità con la quantità di massa l'impatto sui piloni è stato devastante". Secondo Casagli e Ferraris, è stata la grande quantità di pioggia caduta il mese scorso a provocare lo smottamento di un terreno che è stato agricolo e abbandonato in una zona considerata a rischio da moderato a basso. "La frana ora sembra ferma - hanno detto gli esperti - ma i 15 mila metri cubi di materiale potrebbero scendere in qualsiasi momento ampliando i fianchi dello smottamento".

La probabile causa del crollo del viadotto 'Madonna del Monte' sulla A6 potrebbe essere "l'impatto della massa di fango, scesa velocissimamente da un'altezza considerevole e lungo un bacino stretto, sui piloni del viadotto stesso, hanno detto i due esperti.

I vigili del fuoco hanno terminato le verifiche sul viadotto crollato e hanno ufficialmente chiuso le ricerche: non ci sono dunque né auto né persone coinvolte nel crollo. "Sono stati effettuati sondaggi e carotaggi dell'impalcato tramite penetrazioni e telecamere di ricerche - dice il comando generale del Corpo - E tutte le zone di accumulo di fango sono state sondate, così come l'alveo a valle del crollo". I vigili del fuoco, con team Usar, hanno ispezionato il metanodotto Snam che passa sotto il viadotto, verificandone "l'integrità funzionale". Terminate le ricerche, sono ora in corso le operazioni per la messa in sicurezza dell'alveo, visto il peggioramento delle condizioni meteo atteso per domani.

Intanto arriva un appello dalle vittime del Ponte di Genova: "Per pura casualità e per immensa fortuna non sono decedute altre persone innocenti, e non ci sono altri familiari sprofondati nel dolore; i cittadini devono essere protetti. Vogliamo un impegno serio del nostro Governo e del Parlamento affinché il nostro Paese sia messo in sicurezza e ogni viaggio non diventi una roulette russa". Lo chiede al governo Egle Possetti, presidente del Comitato ricordo vittime del ponte Moranti. "Per noi ieri è stato come tornare indietro di 15 mesi e ci ha lasciati ancora una volta senza fiato" aggiunge.

Si conferma "fragile" anche la Liguria, per alcuni interminabili attimi il timore di essere di fronte ad un nuovo ponte Morandi. "Serve un piano straordinario di manutenzione", afferma il governatore Giovanni Toti, che rinnoverà la richiesta al ministro De Micheli, in un sopralluogo al viadotto crollato, domani, quando il maltempo dovrebbe finalmente concedere una tregua.

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