Domenica, 25 Agosto 2019
CORRUZIONE

Caso Siri, Arata: "Nel decreto quello che voglio. Salvini ha chiamato a casa... "

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Paolo Arata

Depositate le intercettazioni sul "caso Siri"."Ci mettiamo mano al 100% al decreto sulle rinnovabili, l’ho fatto bloccare", dice Paolo Arata, imprenditore ed ex deputato di Forza Italia, in una conversazione intercettata con il figlio nel maggio 2018.

Il dialogo è contenuto nell’informativa di 310 pagine della Dia di Trapani che l’aggiunto della capitale, Paolo Ielo, e il pm, Mario Palazzi, hanno depositato al gip, Emanuela Attura, in vista dell’incidente probatorio del prossimo 25 luglio nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato, assieme ad Arata, anche il senatore Siri per corruzione.

In una conversazione del 17 maggio 2018 tra Paolo Arata e il figlio Francesco, riportata nella stessa informativa, l’imprenditore indagato per corruzione "forte della provata disponibilità di Armando Siri, che gli aveva consentito di bloccare il cosiddetto 'decreto Calenda' e fiducioso nel fatto che lo stesso senatore avrebbe a breve ricoperto un rilevante incarico di governo, diceva al figlio che grazie a Siri, appunto, avrebbero avuto la possibilità di far inserire nel prossimo decreto sulle rinnovabili norme di favore rispetto ai loro investimenti siciliani in quel settore come detto condivisi con il noto Vito Nicastri".

Quest’ultimo è considerato dai pm di Palermo vicino a Cosa Nostra, e da alcune settimane ha iniziato a collaborare con gli inquirenti e i magistrati romani, ammettendo di aver saputo da Arata della promessa di tangente diretta a Siri in cambio di alcuni emendamenti da inserire in provvedimenti normativi.

"Dobbiamo lavorarci un po' bene anche sul fotovoltaico. Datemi qualche idea di cosa volete che venga messo dentro. Ci facciamo mettere le cose che ci interessano a noi", dice ancora Arata, intercettato dagli investigatori della Dia di Trapani. "E facciamo mettere quello che vogliamo. Facciamo approvare subito - afferma ancora l’ex forzista - nel giro di un mese e lo mandiamo via".

Paolo Arata, imprenditore ed ex deputato di Forza Italia, si rivolse al senatore leghista, Armando Siri, "chiedendo e ottenendo che nel contratto di governo tra Lega e Cinque stelle si parlasse di biometano, onde poter utilizzare tale argomento a proprio favore". Siri, dal canto suo, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.

«Ieri sera c'è stato Armando (Siri ndr) da noi, Di Maio vuole andare alle attività produttive», dice in una intercettazione ambientale citata in una informativa della Dia l’imprenditore Paolo Arata, parlando con il figlio Francesco, il 23 maggio del 2018.  Il dialogo prosegue. Francesco Arata dice al padre: «Che palle, sicuro ci va?».  L’imprenditore risponde: «E ci va sicuro, l’ha chiesto lui! Allora Salvini non sa dove mettere Armando poi io gli ho detto che deve fare il vice ministro con la delega dell’energia e lui lo ha chiesto a Salvini e Salvini ha chiamato anche casa nostra ieri».

In merito all’intercettazione  gli investigatori della Dia di Trapani precisano di «non avere registrato interlocuzioni telefoniche tra Arata e Salvini». E’ scritto nelle 310 pagine dell’informativa depositata dall’aggiunto di Roma, Paolo Ielo, e dal pm Mario Palazzi, al gip Emanuela Attura in vista dell’incidente probatorio del prossimo 25 luglio nell’ambito dell’inchiesta in cui sono indagati per corruzione sia Arata che il senatore Siri.

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