Venerdì, 06 Dicembre 2019
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L'INCHIESTA

Vince l'appalto in Calabria ma gli chiedono il pizzo: siciliano denuncia e scattano 3 arresti

La tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso, a un imprenditore siciliano aggiudicatario nel 2014 dell'appalto per il servizio di refezione scolastica del comune di Bianco, in Calabria, ha portato a tre ordinanze cautelari: tra questi anche un dirigente dello stesso Comune della Locride, Giuseppe Palamara, di 65 anni, responsabile dell'area Amministrativa e Affari generali dell'Ente.

Nell'ambito della stessa operazione, denominata "Pupi-white city" i carabinieri della Compagnia di Bianco hanno arrestato e condotto in carcere altre due persone, i fratelli Bartolomeo e Domenico Scordo, di 35 e 39 anni.

L'indagine è scaturita dalla denuncia dell'imprenditore siciliano, costretto a subire, secondo quanto riferiscono gli investigatori, un'estorsione dopo che la sua ditta aveva vinto la gara d'appalto indetta dal Comune di Bianco per l'aggiudicazione del servizio di refezione per l'anno scolastico 2014/15. "I quattro indagati, in concorso tra loro e con ruoli ben precisi (i fratelli Scordo quali esecutori materiali delle minacce e interessati al versamento del danaro e Giuseppe Palamara Giuseppe e B.V. quali intermediari con l'impresa) - è detto in una nota stampa dei carabinieri - hanno infatti tentato di estorcere all'impresa aggiudicataria dell'appalto, per il semplice fatto di provenire da una diversa area geografica, la somma contante di 2.000 euro a titolo di sostentamento per le famiglie dei carcerati della zona. Inoltre, in caso di risposta negativa, lo stesso imprenditore era stato minacciato di pesanti ritorsioni, tra cui il furto e il danneggiamento del furgone utilizzato per la consegna dei pasti a scuola".

A carico di Palamara, nell'ambito della stessa inchiesta, secondo quanto riferiscono i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, sono emerse inoltre gravi responsabilità per reati contro la pubblica amministrazione come concussione, abuso d'ufficio, peculato, falso in atto pubblico per fatti commessi nella qualità di Responsabile dell'Area Amministrativa ed Affari Generali del Comune di Bianco, carica ricoperta sino alla data odierna.

Ad una quarta persona, coinvolta in stato di libertà nella stessa inchiesta, è stata notificata un'informazione di garanzia.

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