Venerdì, 22 Marzo 2019
L'ARMA

Nasce il primo sindacato dei carabinieri, il Capitano Ultimo sarà il presidente

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Capitano Ultimo, Sergio De Caprio,

Il riordino dei ruoli delle forze armate, la salvaguardia delle pensioni e della sanità integrativa, il «miglioramento delle condizioni di vita e di benessere delle donne e degli uomini in divisa». Sono alcuni degli obiettivi del primo sindacato militare in Italia, che potrebbe avere come suo più alto rappresentante il colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che arrestò Riina.

«Sono onorato di portare avanti una battaglia di civiltà, che affronteremo tutti insieme», ha detto Ultimo.

A riconoscere il primo sindacato con le stellette era stato nei giorni scorsi il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, firmando l’atto con cui è stata riconosciuta la prima associazione a carattere sindacale delle Forze armate, nello specifico dell’Arma dei Carabinieri.

Una svolta storica per il mondo militare, che ha aperto la strada al riconoscimento di altre associazioni. A indicarne i requisiti è stata la Corte Costituzionale, che lo scorso aprile - con una sentenza da molti definita «storica» - ha abrogato il divieto per i militari di riunirsi in sindacati.

Nei giorni scorsi ne è stato riconosciuto un altro, il Siulm (Sindacato Unitario Lavoratori Militari), considerato il primo a carattere interforze.

«È una strada nuova e in questo siamo effettivamente dei pionieri - commenta Antonello Serpi, candidato alla segreteria del 'Sim' (acronimo di Sindacato Italiano Militari) -. Di sicuro non vogliamo sostituirci all’organizzazione dell’Arma, che già funziona, ma vogliamo dare un contributo alla serenità del personale attraverso la costruzione di un ponte istituzionale. Poi bisognerà capire quali sono i paletti e in che modo potremo fornire il nostro contributo di rappresentanza».

Per Serpi «è ovvio che all’inizio il sindacato sarà visto con un certo sospetto. Ma questo capitava anche a quelli di polizia, che all’inizio coprivano il 5% del personale ed ora sono al 90%».

La scelta di proporre il Capitano Ultimo per la presidenza - aggiunge il neosindacalista - «è una bella idea, visto che una persona come lui di certo è indiscutibile. Ne saremmo orgogliosi».

La proposta è stata accolta con favore dallo stesso colonnello De Caprio, per il quale «sarebbe un grandissimo onore e privilegio. Poter combattere - prosegue Ultimo - da carabiniere, per i diritti e la dignità dei carabinieri è la più bella battaglia che avrei mai sognato di portare avanti. Una battaglia di civiltà che affronteremo tutti insieme, con grande responsabilità».

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