
PALERMO. «Non gioisco per la sua morte, ma non posso perdonarlo. Come mi insegna la mia religione avrei potuto concedergli il perdono se si fosse pentito, ma da lui nessun segno di redenzione è mai arrivato». Così Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia ha commentato la morte del boss Totò Riina.
«Per quello che è stato il suo percorso mi pare evidente che non abbia mai mostrato segni di pentimento», ha aggiunto.
«Basta ricordare le recenti intercettazioni in cui gioiva della morte di Giovanni Falcone», dice riferendosi alle conversazioni registrate in carcere tra Riina e un compagno di detenzione in cui il capomafia rideva ricordando di aver fatto fare al magistrato «la fine del tonno».
«Per quello che è stato il suo percorso mi pare evidente che non abbia mai mostrato segni di pentimento», ha aggiunto.
«Il nostro sistema giudiziario garantisce e protegge la dignità dell’uomo. Lo ha fatto anche con Riina fino alla fine - conclude -, anche attraverso la decisione del ministro della Giustizia di consentire ai familiari di incontrarlo nei suoi ultimi istanti di vita».
Persone:
2 Commenti
Fabio
17/11/2017 22:25
Concordo
Piero 2018
18/11/2017 06:50
Sapeva di essere intercettato nei colloqui in carcere con gli altri detenuti e fino alla fine ha volutamente lanciare il suo messaggio di sfida allo Stato e alle Sue Istituzioni.