Venerdì, 30 Ottobre 2020
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Noemi, i pm: il fidanzato ha agito con premeditazione e crudeltà
IL DELITTO DI LECCE

Noemi, i pm: il fidanzato ha agito con premeditazione e crudeltà

LECCE. Un omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà, dai futili motivi. È quanto contesta la procura dei minorenni di Lecce a Lucio, il fidanzato di Noemi Durini, reo confesso dell’omicidio della ragazzina sedicenne di Specchia, nel decreto di fermo emesso nei suoi confronti.

Non sarebbe stato, dunque, un omicidio d’impeto, come sostenuto dal ragazzo, ma un atto pianificato e studiato. Lucio, si legge nel decreto di fermo «cagionava la morte di Noemi prelevandola alle 4.51 dalla sua abitazione con la Fiat 500 di proprietà della sua famiglia e conducendola in aperta campagna colpendola con l’uso di corpi contundenti; con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione, per motivi abietti o futili e di aver agito con crudeltà».

Nel decreto di fermo i pm ricostruiscono quello che accadde il 3 settembre, giorno della scomparsa di Noemi. Una ricostruzione che è stata fornita dalla stesso Lucio durante la sua confessione arrivata in seguito ad un episodio. «Nell’ambito delle ricerche di Noemi - scrive il pm - i carabinieri hanno trovato Lucio a Lucugnano, una frazione di Tricase. «Il ragazzo veniva trovato in lacrime e affermava che era sua intenzione portarsi presso il comando dei carabinieri di Specchia, rappresentando il continuo stato di agitazione in cui viveva dal giorno della scomparsa di Noemi».

Arrivato in caserma, Lucio ha parlato di uno «stato di malessere in cui vivevano lui e la sua famiglia» e poi ha ricostruito quel che sarebbe successo. Nel decreto di fermo non si fa però cenno né al fatto che fosse stata Noemi a chiedere di uccidere i suoi genitori né che sia stata la ragazza a portare il coltello con cui poi sarebbe stato compiuto l’omicidio.

Una volta prelevata Noemi da casa, dunque, i due sono passati per Alessano, poi sono andati a Novaglie e poi hanno percorso la litoranea fino a Santa Maria di Leuca. Da qui, scrive il pm, Lucio «dichiarava di essersi immesso lungo una strada che lo conduceva verso il centro abitato di Castrignano del Capo ma prima di arrivarvi, svoltava a sinistra lungo una strada sterrata. Qui dichiarava di essersi parcheggiato e, con la scusa che si sarebbero fumati una sigaretta, scendeva dall’auto insieme a Noemi con la quale si addentrava in un uliveto dove poi, approfittando di un momento propizio» l’avrebbe uccisa.

Nel decreto si afferma che Lucio ha confessato di aver ucciso Noemi «colpendola con un coltello al collo» e, dopo averla spinta a terra, di aver continuato «a colpirla con delle pietre alla testa». Infine, si legge ancora, «si allontanava dal luogo dei fatti repentinamente con la propria autovettura disfacendosi del manico del coltello avvolto nella propria maglietta in un luogo che non ha saputo indicare».

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X