Lunedì, 10 Maggio 2021
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LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

Concordia, Schettino condannato a 16 anni: prima notte nel carcere di Rebibbia

ROMA. Prima notte nel carcere di Rebibbia per Francesco Schettino, che ieri sera si è costituito, non appena la Cassazione ha confermato la condanna a sedici anni di reclusione.

L'ex comandante della Costa Concordia, il transatlantico che naufragò davanti all'isola del Giglio la sera del 13 gennaio 2012 per la scellerata manovra di avvicinamento effettuata ad alta velocità, ha detto ai suoi legali Donato Laino e Saverio Senese "Busso al carcere perché credo nella giustizia".

A bordo della Concordia erano in 4.229, tra croceristi ed equipaggio, morirono 32 persone, decine i feriti. Imponenti le operazioni di salvataggio in diretta tv nel mondo. Ottanta milioni di euro di risarcimento per le vittime e i sopravvissuti sono stati finora pagati dalla società armatrice Costa che ha ancora qualche conto in sospeso, in via di definizione con le pubbliche amministrazioni.

Nessuna sirena dalle imbarcazioni in mare, nessun fazzoletto alla finestra, nessuna televisione accesa, come invece era stato per ognuna delle tappe che hanno accompagnato i cinque anni dal naufragio della Costa Concordia. L'Isola del Giglio ha vissuto la giornata della sentenza che ha confermato i 16 anni per l'ex comandante Francesco Schettino nel segno dell'indifferenza, compresa la lettura della condanna definitiva.

L'unico sentimento che anima i gigliesi è quello per le 32 vittime della tragedia. E c'è chi non ha mancato di ricordarlo andando a recitare a tarda sera una preghiera davanti alla lapide con i nomi dei morti posizionata sul 'molo rosso'. C'è voglia di voltare pagina e riprendere i ritmi dettati dalla stagione turistica ormai alle porte. La loro attenzione, semmai, era ancora una volta puntata verso il mare: sulla Micoperi 30 la piattaforma che da metà aprile è tornata davanti alle acque di Giglio Porto per proseguire nei lavori di ripristino ambientale dei fondali. Sotto il punto su cui si era adagiata la Concordia si lavora ancora per la rimozione del sedimento e del materiale cementizio nell'area anchor block - i blocchi utilizzati per ancorare le piattaforme al fondale.

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