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IL CASO

Veleni nel M5s, l'audio su Forello finisce agli atti dell'inchiesta sulle firme false a Palermo

PALERMO. E' finito agli atti dell'inchiesta sulle firme false a sostegno della lista grillina alle comunali di Palermo del 2012 l'audio "rubato" di una conversazione tra un membro dello staff della comunicazione dei Cinque Stelle alla Camera e alcuni deputati palermitani coinvolti nell'inchiesta e ora fuori dal movimento.

La Procura di Palermo valuterà l'audio della conversazione, in cui il componente dello staff denuncia una gestione opaca dei fondi del comitato antiracket Addiopizzo ad opera di uno dei suoi fondatori, Ugo Forello, attuale candidato sindaco del grillini alle prossime amministrative di Palermo. Il Pm - il deposito è avvenuto a indagini concluse - lo ha girato al Gip che il 17 maggio celebrerà l'udienza preliminare. Al di là della rilevanza - peraltro dubbia - sull'inchiesta firme false, la procura dovrà valutare se dalla conversazione - evidentemente registrata senza che il componente dello staff lo sapesse - possano emergere estremi di reato.

In una nota il movimento taglia ogni dubbio ribadendo la propria fiducia al candidato sindaco.

Nella conversazione, registrata di nascosto in un ufficio della Camera a luglio scorso, Andrea Cottone, componente dello staff della comunicazione M5s, Loredana Lupo, Chiara Di Benedetto, Riccardo Nuti e Giulia Di Vita parlano per 30 minuti della gestione, a loro dire poco trasparente, dei fondi assegnati ad Addiopizzo, associazione antiracket da cui Cottone era uscito in polemica e di cui è stato fondatore Ugo Forello, attuale candidato a sindaco di Palermo per il movimento, che ha avuto un importante ruolo nell'indagine sulle firme false.

E' stato Forello a convincere due deputati regionali, La Rocca e Ciaccio, a raccontare ai magistrati la vicenda delle firme false che ha portato all'incriminazione loro e dei deputati nazionali Nuti e Di Vita, di diversi esponenti del movimento e di un cancelliere del tribunale. L'audio rubato è stato depositato in procura dal legale di Nuti anche se sembra poco rilevante in relazione alle indagini sulle firme false.

Intanto la Digos, che ha condotto l'inchiesta continua ad ascoltare, in attività integrativa di indagine, i firmatari della lista incriminata: dopo i 200 ascoltati nei mesi scorsi, sono 802 le persone comparse in questura per il riconoscimento delle sottoscrizioni. Il 17 maggio gli indagati compariranno davanti al gip in udienza preliminare.

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