Venerdì, 13 Dicembre 2019
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IL CASO

Ong e migranti, ancora bufera
Tra smentite e nuove accuse
intervengono i vescovi e gli 007

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PALERMO. Dalla procura di Siracusa ai Servizi segreti, da Salvini alla Cei. Le polemiche su Ong e migranti si arricchiscono di un nuovo capitolo.

Da una parte c'è il numero uno dei pm siracusani, Francesco Paolo Giordano che questa mattina, quasi smentendo il suo omologo della procura di Catania, ha detto in commissione al Senato di non avere prove dei contatti fra le navi delle Ong e i trafficanti di migranti; dalla parte opposta Matteo Salvini, il leader della Lega reduce da una notte al Cara di Mineo e protagonista di un attacco diretto alle organizzazioni non governative.

Ma andiamo con ordine. Il primo a negare "presunti collegamenti obliqui o inquinanti" è stato oggi il procuratore di Siracusa, il quale sentito in Commissione Difesa del Senato ha risposto: "A noi come ufficio non risulta nulla. Nessun  elemento investigativo. Non abbiamo indagini sulle ong e comunque sarebbe di competenza della Procura distrettuale".

Poco dopo, è intervenuto anche il numero uno del Copasir, Giacomo Stucchi, che ha smentito le notizie circa l'esistenza di un dossier degli 007 italiani sulla questione: "Ritengo corretto evidenziare come tali notizie risultino prive di fondamento". Stucchi non si sbilancia sull'eventuale possibilità di sentire in un'audizione Zuccaro: "ipotesi che sarà valutata, collegialmente in seno al Comitato" precisa.

Nessuna decisione è stata comunicata invece sul fronte Csm, che sta valutando il da farsi in merito alle dichiarazioni del pm di Catania. «Se decideremo di aprire una pratica, eventualmente convocando il procuratore Zuccaro, questo non  significa affatto che abbiamo già emesso un giudizio - ha precisato oggi il vicepresidente Giovanni Legnini, intervistato a Radio Radicale -. Per fatti disciplinarmente sanzionati, previsti, l’iniziativa non spetta al Csm ma come è noto al procuratore generale della Cassazione e al ministro della giustizia".

Anche l'Unione europea opta per una certa cautela: "L'inchiesta in Italia è in corso, aspettiamo di vedere il risultato. Per il momento, ci sono le accuse", commento di poche parole quello del commissario europeo Dimitris Avramopoulos.  "In generale - aggiunge - le organizzazioni non governative fanno un buon lavoro in Grecia e in Italia".

Ma se in ambito giudiziario nelle dichiarazioni prevalgono prudenza e ponderazione; sul fronte politico invece i toni si infervorano. Da un lato, Matteo Salvini che auspica già "i primi arresti e i primi sequestri di imbarcazioni. C'è qualcuno che non fa volontariato, ma fa soldi sulla pelle di questi disgraziati", sentenzia. Difende Zuccaro: "Chi tocca il procuratore di Catania tocca noi. Questo sia ben chiaro. Se qualcuno pensa di rimuovere o fermare un magistrato coraggioso come Zuccaro, ha a che fare con me, con la Lega e con milioni di italiani".

Sul caso, il leader del Carroccio interviene da Catania, dopo avere trascorso la notte al Cara di Mineo, "in quello che una volta era un presidio di sicurezza, che invece ora porta insicurezza a tutti i paesi del circondario" Lo definisce: "un grande centro commerciale di carne umana".

Dura la reazione della Conferenza episcopale italiana, che parla di "fuoco politico", "vergognoso", su "chi salva vite umane".

"Sempre e in ogni occasione è giusto che la Procura e la magistratura siano vigili e assumano conoscenze sulla situazione attuale nel Mediterraneo, perché i migranti non siano doppiamente vittime - dichiara monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione Migrantes della Cei - . Però il fuoco politico indistintamente sulle nove Ong che operano nel Mediterraneo per salvare le vite umane - con risorse di fondazioni bancarie e di privati, della società civile, è stato un atto ipocrita e vergognoso".

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