Giovedì, 23 Gennaio 2020
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L'INTERVENTO

Ficarra e Picone a Crocetta sul Giornale di Sicilia: “Presidente, i soldi per i disabili ci sono?”

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Sul Giornale di Sicilia le domande al presidente della Regione

Gentilissimo presidente Crocetta, domani 12 aprile alle 11 si svolgerà a Palermo una marcia silenziosa che dalla Cattedrale muoverà verso piazza Indipendenza. Accanto alle carrozzine dei disabili ci saranno tanti cittadini che chiederanno silenziosamente, ma con forza, che il tema della disabilità venga messo concretamente al centro dell’agenda politica.

Noi avremmo voluto esserci, ma impegni di lavoro ci trattengono a Milano. Non possiamo però non approfittare di questa occasione per porre alla sua attenzione poche, pochissime domande sul tema in questione:

1. Perché nessuno, voi compresi, ha mai pensato di contare il numero effettivo dei disabili e i loro bisogni? Come avete fatto fino ad oggi ad amministrare i soldi pubblici senza sapere per quanti disabili servivano?

2. Se dite che la disabilità è una priorità, perché la Regione Siciliana non ha mai creato un fondo specifico con risorse robuste e proprie, alimentato ogni anno con entrate proprie certe, e non sperando in risparmi di spesa o altre entrate incerte come sta avvenendo in questi giorni?

3. Perché dite di avere creato un fondo nuovo, quando invece non avete fatto altro che mettere in un unico calderone i fondi che già vi manda lo Stato? Sui giornali, infatti, abbiamo letto che dalla commissione Bilancio sarebbe stato istituito un fondo per i disabili di 780 milioni di euro. Ma di questi 408 milioni sono del Fondo sociosanitario nazionale, 23 milioni delle Province e 34 milioni del fondo per i Comuni. Poi, altri 113 milioni provengono invece dallo Stato. Così ripartiti: - 68 mln provengono dal fondo per la non autosufficienza, - 7 mln dalla “legge sul Dopo di noi”, - 11 mln dagli stanziamenti per le comunità alloggio, - 26 mln dal PAC Anziani. Da tutto ciò si evince che ben 578 milioni come sopra esplicato, provengono da fondi statali provinciali e comunali, la parte eccedente per arrivare ai famosi 780 mln di cui tanto si parla, ossia 202 mln circa, sarebbe la quota che la Regione in effetti metterebbe a disposizione dei disabili ma si tratterebbe di entrate future e non certe e difficilmente iscrivibili a bilancio. Quindi ci chiediamo: questi fondi veri e certi della Regione quali sono?

4. In ogni caso, le risorse finora previste (ma non certe) non le riteniamo sufficienti. Per un disabile gravissimo, che ha bisogno di assistenza h24, un'ora di assistenza costa 17 euro. Per oltre 2000 gravissimi servono circa 300 milioni. Da dove prenderete questi soldi? E tutti gli altri disabili che fine fanno? Queste sono le nostre semplici domande, carissimo presidente. I nostri fratelli con disabilità hanno bisogno di attenzioni e di verità. Nulla di più. Restiamo increduli nel dover constatare che anche loro sono costretti a scendere in piazza per difendere i propri diritti. Rimaniamo esterrefatti di fronte ai giri di parole, alle promesse vane e ai sotterfugi burocratici che si frappongono tra i loro diritti e le istituzioni.

Tutti noi vogliamo dimenticare l’operato di un suo assessore che, davanti alle telecamere delle Iene, è riuscito a sbagliare tutto ciò che c’era da sbagliare. Tutti vogliamo dimenticare, caro presidente, la sua infelice trovata (documentata da Stefania Petyx su Striscia) di far finta di trovarsi a Roma pur di eludere un incontro con i disabili gravissimi che si erano spostati con enormi sacrifici a Palermo per incontrarla. In realtà lei non era a Roma, ma a Palermo. Nonostante tutto, caro presidente, siamo convinti che sia ancora possibile dimenticare questa brutta vicenda. Ed è per questo che domani 12 aprile si marcerà silenziosamente, dopo tante proteste e grida. Chi lo sa che il silenzio possa raggiungere quel traguardo che le tante parole di questi mesi non hanno raggiunto? Nel frattempo ci aggrappiamo all'unico pensiero felice di tutta questa storia: quella straordinaria follia di Pif che, per un giorno, ha fatto ritrovare ad un intera città il gusto dell'indignazione. Grazie della sua cortese attenzione.

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