Lunedì, 30 Novembre 2020
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Il Papa: "Accogliere i migranti è come accogliere Dio"

immigrazione, papa, Sicilia, Cronaca
Papa Francesco

CITTÀ DEL VATICANO. «Esprimo la mia solidarietà ai migranti del mondo e ringrazio coloro che li aiutano: accogliere l'altro è come accogliere Dio in persona!». Lo afferma papa Francesco in un tweet, pubblicato oggi in occasione della Giornata Mondiale dei Migranti.

«L'annuncio di speranza, che si compie a Natale, porti a compimento l'attesa di Dio anche in ciascuno di noi, in tutta la Chiesa, e in tanti piccoli che il mondo disprezza, ma che Dio ama». Lo ha affermato il Papa all'Angelus in questa ultima domenica d'Avvento, dopo
essersi soffermato sulle figure di Maria e Giuseppe, «le due persone che più di ogni altra sono state coinvolte in questo mistero d'amore» e di «vicinanza di Dio all'umanità».

«Queste due figure, Maria e Giuseppe, che per primi hanno accolto Gesù mediante la fede, ci introducono nel mistero del Natale - ha detto - Maria ci aiuta a metterci in atteggiamento di disponibilità per accogliere il Figlio di Dio nella nostra vita concreta, nella nostra carne. Giuseppe ci sprona a cercare sempre la volontà di Dio e a seguirla con piena fiducia. Tutti e due si sono lasciati avvicinare da Dio».

Parlando di Maria, «la quale ha concepito Gesù per opera dello Spirito Santo senza l'intervento di Giuseppe», il Papa ha sottolineato che «anche a noi, in modo diverso, Dio si avvicina con la sua grazia per entrare nella nostra vita e offrirci in dono il suo Figlio». «E noi che cosa facciamo? - ha chiesto - Lo accogliamo, lo lasciamo avvicinare? Oppure lo rifiutiamo, lo cacciamo via? Come Maria, offrendo liberamente sè stessa al Signore della storia, gli ha permesso di cambiare il destino dell'umanità, così anche noi, accogliendo Gesù e cercando di seguirlo ogni giorno, possiamo cooperare al suo disegno di salvezza su noi stessi e sul mondo».

«Maria ci appare dunque come modello a cui guardare e sostegno su cui contare nella nostra ricerca di Dio, nella nostra vicinanza a Dio, nel nostro lasciare che Dio si avvicini a noi, e nel nostro impegno per costruire la civiltà dell'amore», ha aggiunto. Di Giuseppe ha invece evidenziato come «da solo non possa darsi una spiegazione dell'avvenimento che vede verificarsi sotto i suoi occhi, cioè la gravidanza di Maria». Così, ha ricordato il Papa, «di fronte all'evento straordinario, che certamente suscita nel suo cuore tanti interrogativi, si fida totalmente di Dio e gli si avvicina, e seguendo il suo invito, non ripudia la sua promessa sposa ma la prende con sè. E sposa Maria».

«Giuseppe, uomo umile e giusto - ha concluso -, ci insegna a fidarci sempre di Dio che ci si avvicina: e quando Dio ci si avvicina, dobbiamo fidarci. Giuseppe ci insegna a lasciarci guidare da Lui con volontaria obbedienza».

«Domenica prossima sarà Natale. In questa settimana, mi raccomando, cerchiamo di trovare qualche momento per fermarci, fare un pò di silenzio, e immaginare la Madonna e san Giuseppe che stanno andando a Betlemme: il cammino, la fatica, ma anche la gioia, la
commozione, e poi l'ansia di trovare un posto, la preoccupazione, e così via». Lo ha detto papa Francesco al termine dell'Angelus. «In questo ci aiuta molto il presepe - ha aggiunto il Pontefice -. Cerchiamo di entrare nel vero Natale, quello di Gesù che ci si avvicina, il Dio-con-noi, vicino a noi, per ricevere la grazia di questa festa, che è una grazia di amore, di umiltà e di tenerezza». «E in quei momenti, ricordatevi di pregare anche per me», ha concluso.

Al termine dell'Angelus in Piazza San Pietro, papa Francesco ha voluto salutare in particolare «il folto gruppo dell'Unitalsi di Roma, che ha dato vita a un presepe vivente inclusivo delle persone con disabilità». «Che bel lavoro fate voi, eh? Grazie tante», ha aggiunto.

«Vorrei ringraziare tutte le persone, le istituzioni, che ieri hanno voluto esprimermi i loro auguri. Grazie tante». Con queste parole, al
termine dell'Angelus il Papa ha ringraziato dei tanti messaggi d'auguri ricevuti ieri in occasione del suo 80/mo compleanno.

«Vi ringrazio per il vostro affetto. Non dimenticatevi di pregare per me». È il tweet che papa Francesco ha diffuso dal suo account in nove lingue  Pontifex per ringraziare dei tanti auguri ricevuti ieri in occasione del suo ottantesimo compleanno. Il Papa ha intanto pubblicato un altro nuovo messaggio: «La nostra gioia viene dalla certezza che il Signore è vicino, con la sua tenerezza, la sua misericordia, il suo perdono e il suo amore»

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