Lunedì, 27 Gennaio 2020
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POLIZIA IN CAMPIDOGLIO

Nomine della Raggi, polizia al Comune di Roma per acquisire atti

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Virginia Raggi

ROMA. Polizia giudiziaria ieri in Campidoglio per acquisire tutti documenti sulle assunzioni e le nomine della sindaca Virginia Raggi sulle quali ora la Procura indaga. Un fascicolo senza indagati ed ipotesi di reato nato da due esposti uno di Fratelli d'Italia e l'altro dell'ex capo di Gabinetto Carla Raineri, andata via quasi subito sbattendo la porta assieme all'ex assessore al bilancio Marcello Minenna.

«Il Movimento è sotto attacco - la replica dal blog di Grillo alle notizie sulle perquisizioni in Campidoglio -. Si è trattato di una semplice acquisizione di atti». L'acquisizione di documenti riguarderebbe le nomine, tra gli altri, di Salvatore Romeo, capo della segreteria politica della sindaca e di Carla Raineri, ex capo di Gabinetto dimessasi a fine agosto. «Perquisizioni? Nulla da nascondere. Messo a disposizione i documenti richiesti in assoluta serenità», dice la sindaca in un tweet commentando l'atto istruttorio dell'inchiesta romana affidata al pm Francesco Dall'Olio e all'aggiunto Paolo Ielo. Gli sviluppi dell'indagine sulle nomine si inseriscono in un periodo già turbolento in Campidoglio, con l'avviso di garanzia arrivato all'ormai ex assessore Paola Muraro e le sue recenti dimissioni. Beppe Grillo, fino ad oggi a Roma, sul caso si tiene a distanza: «Muraro? Sono problemi che riguardano il Comune», l'unico
commento rilasciato ieri quando la polizia giudiziaria imboccava il portone di Palazzo Senatorio per avere le carte sulle nomine che, a livello politico, hanno creato nei mesi scorsi forti dissapori tra le varie anime del movimento romano.

Il Movimento però, se da un lato difende dal blog la sindaca e Luigi Di Maio invita i pentastellati a «mantenere la calma», dall'altro tace. Lo fa Davide Casaleggio, da ieri formalmente in campo nella gestione organizzativa del Movimento. È sceso a Roma e per due giorni ha incontrato i parlamentari per pianificare i lavori per la stesura del programma di governo. Mentre Beppe Grillo sembra ora intenzionati a mantenere il suo ruolo di 'front man' del Movimento, cedendo all'erede del co-fondatore la gestione dei rapporti con gli eletti. Anche domani sarà Grillo ad animare il flash mob organizzato a Siena e durante l'incontro con deputati e senatori, scherzando, avrebbe già consegnato lo scettro di «leader» a Casaleggio. Sostantivo che Roberto Fico ancora una volta rifugge: «come tutti darà il suo contributo sulle cose che sa fare meglio» dice dopo averlo incontrato al Senato.

A Roma, intanto, sono sotto il faro dell'Anac Raffaele Marra, attualmente capo del personale in Comune, e la nomina di suo fratello Renato alla guida della direzione turismo. Tra ieri e oggi uomini dell'Anticorruzione hanno acquisito in Campidoglio atti relativi ad un appalto del XV Municipio, nell'ambito dei lavori per il Giubileo, i cui costi sarebbero lievitati dai 280mila euro iniziali a 717mila euro. Le prime verifiche sull'appalto da parte dell'Anac risalgono a dicembre 2015. Le opposizioni continuano ad attaccare a testa bassa
l'amministrazione a Cinque Stelle chiedendo chiarimenti in Aula.  «Il sindaco deve riferire sulla situazione di Ama o ci rivolgeremo al Prefetto» tuona la capogruppo dem Michela Di Biase mentre la presidente di FdI Giorgia Meloni attacca: «Raggi scappa dopo aver voluto tenere e difendere la Muraro».

Virginia Raggi, da parte sua, tiene il punto e ribadisce: «Sarà la magistratura a chiarire. L'avviso di garanzia come l'invito a comparire è un atto dovuto». Questa la rassicurazione: «Le deleghe all'ambiente le ho assunte io e l'azione di risanamento su Ama proseguirà. C'è un amministratore unico (Antonella Giglio, ndr) e un direttore generale (Stefano Bina, ndr) che cesserà le sue funzioni il 31 dicembre. E c'è già un bando per reperire un nuovo dg». Insomma, dopo i rumors sulle imminenti dimissioni di Bina, una cosa sembra certa: da gennaio non sarà più lui il dg. Poi uno sfogo sull'inchiesta nomine e una stoccata all'ex capo di gabinetto Raineri: «Questa vicenda sta assumendo dei contorni ridicoli. Simpatico che tutto questo sia stato fatto dall'ex capo di gabinetto (Carla Romana Raineri, ndr) che di fatto è stata nominata con una procedura che io ritenevo illegittima».

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