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IL VIAGGIO IN SVEZIA

Prima messa comune cattolici-luterani, il Papa: mitezza dei santi per l'unità

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Papa Francesco in Svezia per i 500 anni della Riforma di Lutero - Fonte Ansa

MALMO. La «mitezza» dei santi come sostegno a un cammino di «unità», sull'esempio di santi svedesi, (come Brigida di Vadstena, uno dei grandi centri monastici della Svezia pre-Riforma, e di Elisabetta Hesselblad, nata luterana, diventata cattolica, che ha rifondato le brigidine che erano praticamente scomparse in Scandinavia). Questa l'immagine proposta dal Papa nella messa che celebra nello Sweebank Stadion di Malmo, cittadina nel Sud della Svezia a una trentina di chilometri da Lund, dove ieri ha partecipato alla commemorazione, - prima comune tra cattolici e luterani, e prima alla presenza di un papa - dei 500 anni della Riforma di Lutero; la celebrazione ha consentito anche un bilancio dei 50 anni di dialogo tra le due chiese, ed è stata firmata una Dichiarazione comune che si conclude con un appello a parrocchie e comunità cattoliche e luterane a fare dell'ecumenismo un obiettivo di popolo.

La messa si tiene nella festa di Ognissanti, e papa Francesco ha commentato le «beatitudini», la «carta di identità del cristiano». «La mitezza - ha dunque detto papa Bergoglio, che ha scelto di celebrare la messa a Malmo, in un altro luogo e in un altro giorno rispetto all'evento ecumenico, per mantenere la specificità di questo - è un modo di essere e di vivere che ci avvicina a Gesù e ci fa essere uniti tra di noi; fa sì che lasciamo da parte tutto ciò che ci divide e ci oppone, e che cerchiamo modi sempre nuovi per progredire sulla via dell'unità, come - ha ricordato - hanno fatto figli e figlie di questa terra, tra cui santa Maria Elisabetta Hesselblad, recentemente canonizzata, e santa Brigida, Brigitta Vadstena, co-patrona d'Europa. Esse - ha osservato il Papa - hanno pregato e lavorato per stringere legami di unità e di comunione tra i cristiani. Un segno molto eloquente è che proprio qui, nel loro Paese, caratterizzato dalla convivenza di popolazioni molto diverse, noi - ha rimarcato il Pontefice - stiamo commemorando congiuntamente il quinto centenario della Riforma. I Santi ottengono dei cambiamenti grazie alla mitezza del cuore».

«La mitezza - ha spiegato - è l'atteggiamento di chi non ha nulla da perdere, perchè la sua unica ricchezza è Dio». Alla messa - celebrata in latino e svedese, alla quale secondo gli organizzatori locali sono presenti circa quindicimila persone - partecipano anche il presidente e il segretario della Federazione luterana mondiale (LWF), Munib Younan e Martin Junge, autorità e membri del corpo diplomatico, più cattolici degli oltre 115mila registrati ufficialmente che vivono in Svezia (e sono in gran parte immigrati) e dai paesi vicini, soprattutto dalla Danimarca.

Giunto allo Stadion papa Francesco ha fatto un giro su una piccola macchina scoperta, e poi a piedi, recandosi in sacrestia, ha salutato numerose persone, tra cui diversi neonati e bambini, alcuni malati in carrozzella. Mentre passava sotto il palco dei celebranti, sacerdoti e vescovi si sono protesi verso di lui per salutarlo, in una atmosfera molto festosa. Ha rivolto il saluto di tutti il Pontefice mons. Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma, l'unica diocesi del Paese, dove i cattolici sono giunti in diverse stagioni migratorie, a partire dagli anni Cinquanta del Novecento.

In genere ogni domenica partecipano alla messa, in Svezia, circa trentamila persone (cinquecentomila gli svedesi che ogni fine settimana partecipano a un culto, di qualsiasi religione presente nel Paese, dove gli abitanti sono poco meno di dieci milioni). Alla periferia di Stoccolma la messa cattolica si celebra in tante lingue: arabo, eritreo, croato, polacco, sloveno, ucraino e vietnamita. Alla fine della messa il Papa si reca all'aeroporto di Malmo per tornare a Roma. L'arrivo all'aeroporto di Ciampino è previsto intorno alle 15,30.

© Riproduzione riservata

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