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L'appello del Papa: "Accogliete gli altri, soprattutto se stranieri"

CITTÀ DEL VATICANO. «Essere accoglienti e ospitali verso i nostri fratelli e le nostre sorelle». Anche con l'ascolto. Specialmente verso chi è straniero. È il richiamo fatto oggi da papa Francesco all'Angelus, commentando l'episodio evangelico di Gesù accolto nella casa delle due sorelle Marta e Maria.

«L'ospite non va semplicemente servito, nutrito, accudito in ogni maniera - ha sottolineato il Pontefice -. Occorre soprattutto che sia 'ascoltato', ricordate bene questa parola, 'ascoltare'. E che l'ospite sia accolto come persona, con la sua storia, il suo cuore ricco di sentimenti e di pensieri, così che possa sentirsi veramente in famiglia».

L'ospite «non è di pietra», «va ascoltato», ha ribadito. «Così intesa - ha aggiunto -, l'ospitalità appare veramente come una virtù umana e cristiana, una virtù che nel mondo di oggi rischia di essere trascurata». Infatti, ha detto ancora Francesco, «si moltiplicano le case di ricovero e gli ospizi, ma non sempre in questi ambienti si pratica una reale ospitalità.

Si dà vita a varie istituzioni che provvedono a molte forme di malattia, di solitudine, di emarginazione, ma diminuisce la probabilità per chi è straniero, emarginato, escluso di trovare qualcuno disposto ad ascoltarlo». «Perché è straniero, profugo, migrante, ascoltare quella dolorosa storia», ha aggiunto 'a braccio'.

«Persino nella propria casa - ha concluso -, tra i propri familiari, può capitare di trovare più facilmente servizi e cure di vario genere che ascolto e accoglienza».

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