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DAL CONAPO

Incendi, "mezzi carenti e poco personale": allarme dei vigili del fuoco

PALERMO. E’ sempre più duro il lavoro dello spegnimento degli incendi in Sicilia. I sindacati del vigili del fuoco e gli operai regionali addetti all’antincendio boschivo registrano: “Numerose carenze di mezzi, personale, fondi, difficoltà negli spostamenti e nelle comunicazioni”.Questi sono i tasti dolenti esposti dai rappresentanti sindacali del Conapo sindacato autonomo di Vigili del Fuoco e dal Movimento antincendio boschivo degli operatori regionali.

La Sicilia è la seconda regione dopo la Lombardia per numero di popolazione, ma è un’isola con grandi difficoltà per gli spostamenti su strada. Secondo il Conapo solo nel 2015 sono stati effettuati 80 mila interventi urgenti dei vigili del fuoco. “Si registra ormai da due anni una carenza del 20% in media di personale ed in particolare di capi squadra e reparto. In totale i vigili del fuoco in Sicilia sono 3.000 ma il 20% lavora in settori amministrativi e l’età media è di 47 anni”, spiega il segretario regionale del Conapo Giuseppe Musarra.

Si registrano carenze anche sul fronte dei mezzi con cui i vigili del fuoco si spostano nelle strade siciliane. “Molti dei mezzi a disposizione dei vigili del fuoco hanno anche 40 anni di servizio- continua Musarra - e per questo devono andare spesso in officina per essere riparati anche 3 o 4 a volte al mese, senza pater essere sostituiti”.
Tra le altre problematiche segnalate dal Conapo c’è anche la carenza di personale nei servizi di elisoccorso e personale specializzato per l’emergenza chimico batteriologica. “Il nucleo dell’elisoccorso è attivo solo a Catania per tutta l’Isola – precisa Musarra - Ci sono inoltre solo un centinaio di vigili con la qualifica Nbcr (nucleo batteriologico chimico radioattivo). In tempi di terrorismo un numero così esiguo di questo personale specializzato rende la nostra regione più vulnerabile di altre questi vigili sono stati impegnati per l’operazione di Augusta dove si è lavorato sul relitto ripescato nel canale di Sicilia con centinaia di morti all’interno. Per giorni abbiamo lavorato senza sosta con acqua e cibo scarsi, ma soprattutto con il rischio che se in Sicilia ci fosse stata un'altra emergenza chimico batteriologica difficilmente saremmo potuti intervenire”.

Il Conapo solleva anche la questione relativa al nucleo sommozzatori “ Anche le squadre di vigili sommozzatori che intervengono in mare hanno due soli distaccamenti in Sicilia- sipiega Musarra - uno a Palermo con un turno diurno e uno notturno e uno su Catania solo con un turno diurno”.

Per risolvere il problema della carenza di personale in il Ministero degli Interni ha intenzione di bandire in concorso, ma il segretario Musarra precisa “Un concorso per appena 200 posti dovrebbe essere bandito a breve. Tuttavia questo è un tasto dolente perché vi è tanto personale precario e volontario, chiamato solo per alcuni giorni l’anno, che chiede una stabilizzazione e si oppone ad un concorso”.

Un problema che interessa soprattutto la Sicilia è quello dell’antincendio boschivo. “Molto spesso i vigili del fuoco si recano in zone dove si trovano terreni incolti con sterpaglie che vanno a fuoco o in aree boschive, compito che dovrebbe essere svolto dagli operati dell’antincendio boschivo – evidenzia Musarra -. Tutto questo in barba alla ‘Legge-quadro in materia di incendi boschivi’ del 21 novembre del 2000 che demanda alle regioni i compiti di estinguere gli incendi boschivi. Un accordo era stato attuato nel 2012 tra Regione e Stato, ma i soldi stanziati non si sa bene che fine abbiano fatto". Per protestare il malcontento due settimane fa il sindacato del Conapo ha manifestato davanti la Presidenza della Regione. Una rappresentanza sindacale è stata ricevuta dal capo di gabinetto Giancarlo Costa.

Intanto anche il deputato pentastellato Francesco Cappello ha preso un impegno con i vigili del Conapo per farli ricevere all’Ars in Commissione Ambiente e Territorio: “Cercherò di parlare con il presidente Maggio per fissare al più presto l’incontro in commissione – spiega Cappello - in questa sede i vigili del fuoco potranno richiedere alla Regione di rinnovare la convenzione per far in modo che gli incendi boschivi possano essere del tutto di competenza degli operatori della forestale, come era stato promesso nel 2012”.

Anche gli operatori dell’antincendio boschivo regionale hanno le loro rivendicazioni. Il presidente del Movimento antincendio boschivo Salvatore Ferrara spiega che già da due anni hanno richiesto d’iniziare a lavorare un mese prima. “Il nostro lavoro ufficialmente inizia il 15 giugno. Ma proprio quest’anno l’emergenza incendi si è manifestata in concomitanza delle attività di inizio di formazione degli operai tra il 15 e il 16 di giugno. Da tempo il sindacato Mab chiede alla Regione di iniziare il lavoro di prevenzione degli incendi boschivi almeno il 15 di maggio, ma la richiesta non è stata finora accolta”.
Anche gli operatori dell’antincendio boschivo siciliani registrano carenze di mezzi e mancanza di una dorsale radiofonica: “In ogni caso il 15 di giugno ci troviamo a lavorare con il 50% dei mezzi funzionanti, perché spesso si trovano in officina per essere riparati, ma soprattutto con l’impossibilità di comunicare via radio le emergenze – conclude Salvatore Ferrara – senza la dorsale radio possiamo trovarci a un chilometro dall’incendio ma non saperne nulla”.

Le competenze dell’antincendio boschivo in Sicilia fanno all’assessorato regionale Terriorio e Ambiente. Altra questione è quella relativa alla prevenzione degli incendi boschivi, la cui competenza appartiene all’assessorato regionale all’Agricoltura.
Una risposta su questo fronte e sulla questione dello svecchiamento del corpo forestale viene dall’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici che precisa: “Abbiamo previsto una legge di riordino del settore forestale attraverso un coordinamento strategico più stretto tra il Dipartimento Sviluppo Rurale dell’assessorato Agricoltura che ha la competenza della prevenzione incendi e il Corpo Forestale che fa capo all’Arta, che invece si occupa di antincendio. La riforma prevede nuovi servizi di prevenzione civile e tutela e del patrimonio boschivo e nuovi criteri di impiego della forza lavoro che ieri sono stati illustrati al Ministro Poletti assieme ad alcune opzioni per la realizzazione di un piano di incentivi per la fuoriuscita volontaria dei lavoratori forestali over 60 dal bacino”.

In Sicilia attualmente la prevenzione incendi e l’antincendio sono gestiti da due assessorati differenti quello all’Agricoltura e quello al Territorio. Secondo l’assessore Cracolici: “Unificare queste competenze renderebbe più efficace il contrasto agli incendi boschivi. Il servizio di prevenzione incendi nelle aree demaniali di nostra competenza, consiste principalmente nel realizzare i viali parafuoco, spezzando la vegetazione per evitare il propagarsi delle fiamme, ed è stato effettuato regolarmente e nei tempi stabiliti. Non a caso la maggior parte degli incendi delle scorse settimane hanno interessato principalmente aree private di competenza comunale”.

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