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IL CASO

Medicine on line vendute solo dalle farmacie ma in Sicilia si attendono le autorizzazioni

di
Sicilia, Cronaca
Il presidente di Federfarma Palermo-Utifarma, Roberto Tobia

PALERMO. In Italia si potranno acquistare farmaci da banco on line solo attraverso farmacie autorizzate dagli assessorati di competenza regionale e dal ministero della Salute. E’ questo il contenuto di una direttiva ministeriale che è stata diramata a tutte le farmacie siciliane dall’assessorato alla Salute a inizio giugno. I rivenditori siciliani, però, non sono ancora autorizzati al commercio on line perché stanno preparando la corposa documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione del ministero. Dovranno avere un sito di vendita approvato e il farmaco che si riceverà a casa dovrà avere il logo dell’autorizzazione alla vendita della Comunità europea.

“Qualsiasi altro canale riguardante la vendita di farmaci che non passi attraverso il controllo del medico curante e delle farmacie è illegale, ma soprattutto pericoloso - spiega il  presidente di Federfarma Palermo-Utifarma, Roberto Tobia -. Il fenomeno dilagante della vendita di farmaci on line è allarmante e legato alla globalizzazione. Nel 90% dei casi sono pillole ‘truffa’ fatte di amido colorato, mentre un 10% contiene sostanze molto pericolose che possono creare danni permanenti alla salute”.

Federfarma Palermo, insieme a note case farmaceutiche, ha intenzione di realizzare una campagna di sensibilizzazione dei giovani nelle scuole per spiegare che i farmaci  sono una cosa seria, non sono un prodotto di consumo come tutti gli altri. “I giovani che spesso comprano on line farmaci per migliorare le loro prestazioni sessuali rischiano di assumere sostanze che a lungo andare possono compromettere la loro funzionalità erettile - precisa Tobia -. Mentre le giovani che acquistano farmaci anoressizzanti che fanno dimagrire in un primo momento, a lungo andare risultano tossiche  e in alcuni casi mortali”.

Le persone che credono di risparmiare comprando farmaci on line, una quantità di analgesici o antinfiammatori, a poco prezzo, comprano “falsi medicinali” che nella migliore delle ipotesi non hanno l'effetto desiderato.

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