Venerdì, 13 Dicembre 2019
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MAFIA A PALERMO

Mafia, imprenditore in ginocchio in casa del boss per un affare edilizio

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Nell'abitazione del presunto capo del mandamento di Villagrazia viavai di persone che volevano regolarizzare il loro rapporto con Cosa Nostra

PALERMO. A casa di Mario Marchese, presunto capo del mandamento di Villagrazia-Santa Maria di Gesù, c’era un andirivieni di imprenditori che, secondo gli inquirenti che hanno arrestato 62 persone nell’operazione Brasca, sarebbero collegati a Cosa Nostra. Per “regolarizzare” il rapporto con l’organizzazione mafiosa, alcuni di loro sarebbero stati disposti anche a mettersi in ginocchio in segno di rispetto nei confronti di Marchese, dal quale ricevono indicazioni sull’impresa da incaricare per la realizzazione di un grosso progetto edilizio.

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Dalle intercettazioni emerge come Marchese nell’ottobre 2013 riceve due fratelli proprietari di un terreno per sollecitare il suo intervento nei confronti di alcuni imprenditori edili che erano stati “imposti” e che non avrebbero eseguito bene i lavori. “Vuoi che mi metto in ginocchio?”, dice uno dei due fratelli a Marchese, implorando la sua intercessione. “In memoria di mio padre mi metto in ginocchio – prosegue - perché ti ho sempre stimato e noi ci siamo voluti sempre bene”.

 

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