Martedì, 01 Dicembre 2020
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LA RIFORMA

La vecchia ricetta va in pensione, arriva quella elettronica

Per prescrivere un farmaco, un accertamento o una visita, il medico si collegherà da ora in poi a un sistema informatico, lo stesso visibile al farmacista che ci consegnerà pillole o sciroppi.

ROMA.  Va in pensione la vecchia ricetta rossa del medico di famiglia: da oggi primo marzo, infatti, sarà sostituita dalla ricetta elettronica, o "dematerializzata". «Siamo pronti» ha spiegato il segretario nazionale dei medici di famiglia Fimmg, Giacomo Milillo, aggiungendo però di non potere escludere qualche disagio.

«La stessa cosa è avvenuta quando è partito il certificato di malattia elettronica» ha spiegato il medico secondo il quale negli studi potrebbero crearsi disagi o ritardi legati all'accesso al sistema che gestisce la trasmissione dei dati. La legge che manda in soffitta i blocchetti rossi del medico, ricorda la Federazione nazionale dei medici di famiglia Fimmg, è in realtà del dicembre 2015 e recepisce un decreto di più di tre anni fa.

Dopo alcuni blocchi informatici, il sistema è dunque ora ai nastri di partenza: per prescrivere un farmaco, un accertamento o una visita, il medico si collegherà da ora in poi a un sistema informatico, lo stesso visibile al farmacista che ci consegnerà pillole o sciroppi.

Ma ricetta elettronica non è ancora sinonimo di abolizione della carta. Per ora, infatti, riceveremo dal dottore un piccolo promemoria da consegnare al bancone della farmacia, che permetterà di recuperare la prescrizione anche in caso di malfunzionamenti del sistema o assenza di linea Internet.

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