Sabato, 06 Giugno 2020
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A RODANO

Rapinatore evaso da Palermo ucciso nel Milanese, gioielliere indagato

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Valentin Frrokaj

RODANO. Rodolfo Corazzo, il gioielliere che martedì sera a Rodano nel milanese, ha ucciso un rapinatore albanese entrato nella sua casa insieme a due complici, ancora in fuga, è stato formalmente iscritto nel registro degli indagati della procura per eccesso colposo in legittima difesa. E' un atto tecnico dovuto a sua garanzia.

Stanco, volto tirato, Corazzo non riesce a dimenticare il momento in cui tre figure con il volto coperto lo hanno trascinato in casa sua e poi aggredito: "Sono molto stanco, spero che i riflettori si spengano presto. La magistratura farà il suo lavoro, ora io voglio pensare solo alla mia famiglia".

Era un pericoloso ricercato il bandito rimasto ucciso. L'uomo, identificato per Valentin Frrokaj, albanese di 37 anni, già noto alle forze dell'ordine e alle cronache per alcuni rocamboleschi fatti di criminalità a partire dalla sua fuga dal carcere di Palermo nel 2014. Valentin Frrokaj il 7 maggio dell'anno scorso evase da Palermo, dove era detenuto per la condanna a seguito dell’omicidio di un connazionale, per rapina ed estorsione. La sua fu un’evasione da film: si calò dal muro di cinta del penitenziario con una fune fatta di lenzuola annodate tra di loro.

Corazzo arriva a casa col proprio motorino poco prima delle 21. Mentre oltrepassa il cancello - secondo quanto egli stesso riferisce ai carabinieri - viene aggredito alle spalle da tre persone, che lo colpiscono con pugni e schiaffi al volto e al collo. Lo strattonano, lo costringono ad aprire la porta di casa e a spegnere le telecamere a circuito chiuso che sono all'interno della sua villetta a due piani, in via Matteotti.

I tre uomini sono incappucciati, parlano italiano ma sembra abbiano l'accento straniero. Rodolfo Corazzo pensa alla moglie e alla figlia di dieci anni che lo stanno aspettando a casa, cerca di essere collaborativo, secondo quando riferisce il suo avvocato, ma una volta dentro casa scoppia il conflitto a fuoco, la cui dinamica ancora non è ancora del tutto chiara. Saranno necessari ulteriori accertamenti, ma sembra che le armi utilizzate nella sparatoria siano tutte di Corazzo, che le deteneva legalmente.

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