Venerdì, 23 Agosto 2019
L'INTERVISTA

Monsignor Viganò: le minacce dei terroristi non fermeranno il Papa né il Giubileo

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PALERMO. Sostiene che le minacce dei terroristi «non fermeranno Francesco» né il suo viaggio in Africa né il Giubileo. E ribadisce che il Papa «guarda con attenzione all'Africa perché afflitta da guerre interne e per lo sfruttamento subito». Monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede e direttore del Centro televisivo vaticano, guarda ogni giorno da un punto di vista ravvicinato la rivoluzione di Francesco. E l' ha raccontato in un libro, pubblicato recentemente, dal titolo «Fedeltà è cambiamento. La svolta di Francesco raccontata da vicino».
«Il Papa arriva al cuore della gente non per strategie comunicative - sostiene Viganò- ma perché sa costruire situazioni di familiarità».
Monsignor Viganò spiega inoltre come l' azione riformatrice di Francesco tocchi anche il Giubileo: «Durante il Giubileo l'attenzione sarà rivolta in particolare ai carcerati, ai poveri e alle periferie».

Qual è la svolta impressa da Papa Francesco?

«Nel libro racconto il dietro del quinte che con il meraviglioso gruppo del Centro Televisivo Vaticano riusciamo a vivere: gesti, attenzioni, sguardi che rendono Papa Francesco forte della normalità del quotidiano. Un Papa che sa comunicare costruendo sempre una situazione di famigliarità, di prossimità. Uno stile conversazionale che sa cogliere il cuore delle questioni, che parla attraverso i ricordi, i racconti, le immagini. Un Papa che prende il cuore non tanto per una competenza di strategie comunicative quanto per la verità della sua storia, del suo dire, del suo vivere. Come ha ricordato lui stesso non si pu?) parlare di povertà e vivere da faraoni! In Bergoglio c' è conformità tra vita e parola».

Perché parla di fedeltà nella strada del cambiamento intrapresa da Papa Francesco?
«Essere fedeli al dono del Vangelo e alla grande tradizione della Chiesa dispone il cuore e la mente a intraprendere i sentieri della creatività dello spirito. Solo chi è radicato, fedele appunto non teme e non vive la paura del cambiamento. A sia invece saldamente radicato in cielo e vede, tocca, accarezza il mondo, gli uomini e le donne, proprio come il Signore Gesù. Se la Chiesa sa non perdere mai di vista il bene prezioso, allora avrà il coraggio di intraprendere il viaggio tra le strade della storia divenendo ospedale da campo, un movimento in uscita che mette certo in conto anche il pericolo ma sa che Dio non la abbandona mai».

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