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Fascicolo su un giudice di Roma: Saguto gli avrebbe sollecitato la nomina del marito

Fascicolo distinto dalla pratica trasferimenti. Al vaglio colloqui con Saguto

ROMA. Il Csm aprirà un fascicolo connesso alla procedura di trasferimento d'ufficio aperta nei confronti dei magistrati di Palermo finiti sotto inchiesta a Caltanissetta. Riguarda il presidente della Sezione Misure di  prevenzione del tribunale di Roma, Riccardo Muntoni, a cui la collega Silvana Saguto, indagata per corruzione, sollecitò - a  quanto emerso dalle indagini- la nomina di suo marito quale coadiutore nelle amministrazioni giudiziarie. In una lettera al Csm Muntoni rivendica la propria correttezza.

Muntoni ha preso carta e penna dopo aver letto sui giornali delle intercettazioni che lo riguardavano. Ed è stata la sua iniziativa a convincere i consiglieri della necessità di approfondire anche questa  vicenda. E dunque a spingere la Prima Commissione a chiedere al Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli l'apertura di un fascicolo specifico e del tutto autonomo rispetto alla procedura di trasferimento d'ufficio che riguarda i magistrati palermitani.

«Ritengo di aver agito nella massima correttezza al solo fine di garantire la tutela degli interessi che mi sono stati affidati» ha scritto tra l'altro il magistrato, spiegando che per alcune procedure cercava professionisti attivi in Sicilia. È probabile che Muntoni - al quale non viene mossa alcuna contestazione - sarà convocato al Csm per un'audizione. Ma non subito e forse non prima che venga messa la parola fine alla procedura sui colleghi siciliani.

Arriveranno martedì prossimo le prime decisioni del Csm sui magistrati di Palermo coinvolti, a vario titolo, nell'inchiesta di Caltanissetta sulla gestione dei beni sequestrati alla mafia. Per quel giorno sono stati convocati a Palazzo dei marescialli quelli di loro che hanno chiesto di essere destinati a altra sede, per evitare il trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale che è stato aperto nei loro confronti. Subito dopo l'audizione, la Prima Commissione deciderà se le loro richieste possono essere accolte.

I convocati di martedì sono i giudici Lorenzo Chiaromonte, Fabio Licata e Silvana Saguto, ex presidente della Sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo. L'audizione di Saguto potrebbe però diventare superflua, se dopodomani la Sezione disciplinare del Csm accogliesse la richiesta del ministro della Giustizia e del Procuratore generale della Cassazione di sospenderla dalle funzioni e dallo stipendio. In quel caso quasi certamente la Prima Commissione sospenderebbe l'intera procedura avviata nei suoi confronti per attendere l'esito del processo disciplinare. Saguto - che nell'inchiesta di Caltanissetta è accusata di corruzione - ha chiesto al Csm di essere destinata alla Corte d'appello di Catania o in alternativa a quella di Milano. Mentre Chiaromonte e Licata hanno indicato per una possibile loro assegnazione i tribunali di Termini Imerese, Trapani e Marsala. Giovedì prossimo saranno invece ascoltati gli altri due magistrati coinvolti nell'inchiesta di Caltanissetta: l'ex consigliere del Csm Tommaso Virga e il pm della Dda di Palermo Dario Scaletta. Dovrebbe essere questo l'ultimo atto dell'istruttoria del Csm, secondo quanto ha stabilito oggi la Commissione - presieduta  dal componente laico Renato Balduzzi - in una riunione straordinaria convocata per fare il punto della situazione, alla luce delle ultime carte trasmesse dalla procura di Caltanissetta. I consiglieri hanno infatti deciso di confermare la linea di procedere il più rapidamente possibile . Per questo terminate le audizioni ci sarà il deposito degli  atti. E trascorsi i tempi tecnici per la presentazione di controdeduzioni da parte degli «incolpati» , la Commissione  proporrà al plenum le sue conclusioni. Il che significa che la
parola fine dovrebbe essere scritta nel mese di novembre. (Ansa)

 

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