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IMMIGRAZIONE

Ungheria, in massa lasciano il confine
Più di 6mila migranti in Croazia: scontri

BRUXELLES. Continua a calare il numero di migranti e profughi alla frontiera serbo-ungherese. Come ha riferito oggi il ministro del Lavoro ed affari sociali serbo Aleksandar Vulin al valico di frontiera di Horgos 1, dove gli ungheresi hanno ulteriormente rafforzato la barriera metallica e di filo spinato, restano attualmente 300 persone, 700 a Horgos 2, teatro ieri di violenti scontri con la polizia magiara.  Nel vicino centro di prima accoglienza di Kanjiza restano 200 profughi mentre sono 1.500 quelli ospitati attualmente al centro di accoglienza di Presevo. Per oggi, ha detto il ministro, si attendo altri duemila arrivi dalla Macedonia.

Il progressivo svuotamento della terra di nessuno al confine serbo-ungherese si spiega con la decisione dei migranti di seguire un itinerario alternativo verso la Germania passando per la Croazia, aggirando il muro ungherese. Ancora fino alla notte scorsa ad Horgos erano non meno di cinquemila i profughi in attesa. Il ministro dell'Interno serbo Nebojsa Stefanovic ha nuovamente detto che la Serbia vuole essere «parte della soluzione» e non una «vittima collaterale» dell'emergenza migranti. La Ue, ha osservato, deve dire chiaramente se accetta o meno i profughi. La Slovenia ha reintrodotto i controlli alle frontiere per dieci giorni. Lo rende noto Margaritis Schinas, portavoce della Commissione Ue.

Sono 6.200 i migranti che nelle ultime 24 ore sono entrati in Croazia, dopo che l'Ungheria ha chiuso completamente il proprio confine con la Serbia. Lo rende noto il ministero dell'Interno di Zagabria.  Di questi circa 800 si trovano in un centro di registrazione di richiedenti asilo vicino a Zagabria, dove sono stati trasportati con appositi treni. Altri 1.300 sono stati sistemati in vari centri di accoglienza, mentre gli altri più di quattro mila si trovano nel villaggio di Tovarnik, al confine con la Serbia. Alcuni ministri croati, parlando a giornalisti, hanno detto che per ora si prevede che nelle prossime due settimane potrebbero entrare in Croazia fino a 25 mila migranti.

La presidente della Croazia, Kolinda Grabar Kitarovic, si è detta oggi molto preoccupata per il flusso migratorio che, dopo la chiusura del confine ungherese ha investito nelle ultime 24 ore quello serbo-croato, richiedendo «controlli del confine di stato molto severi». «Il numero di profughi, circa 5.500, che solo in un giorno, sono entrati in Croazia illegalmente è troppo alto, e noi non siamo in grado di offrire il supporto necessario a così tanta gente», ha detto oggi Kitarovic.

«Certo, dobbiamo essere solidali, ma al primo posto per me ci sono la sicurezza dei cittadini croati e la stabilità del Paese», ha conclusola presidente, in disaccordo con il governo che per ora promette di tenere i confini aperti per non ostacolare il flusso migratorio. Continua a calare il numero di migranti e profughi alla frontiera serbo-ungherese. Come ha riferito oggi il ministro del Lavoro ed affari sociali serbo Aleksandar Vulin al valico di frontiera di Horgos 1, dove gli ungheresi hanno ulteriormente rafforzato la barriera metallica e di filo spinato, restano attualmente 300 persone, 700 a Horgos 2, teatro ieri di violenti scontri con la polizia magiara.  Nel vicino centro di prima accoglienza di Kanjiza restano 200 profughi mentre sono 1.500 quelli ospitati attualmente al centro di accoglienza di Presevo. Per oggi, ha detto il ministro, si attendo altri duemila arrivi dalla Macedonia.

Ci sono stati scontri tra la polizia croata e migranti che hanno sfondato i cordoni degli agenti alla stazione di Tovarnik. Lo riporta il Guardian online, citando Channel4. A Tovarnik ci sono state scene di caos quando la polizia croata ha tentato di contenere centinaia
di migranti, stremati dal caldo e da ore di attesa, che cercavano di entrare dalla Serbia. Secondo la Bbc online, alcuni agenti hanno aiutato bambini e altre persone vulnerabili a passare il confine.

 

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