Martedì, 01 Dicembre 2020
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Cacciatore morto a Frosinone, ucciso da uno sparo e non dal cinghiale

Una morte che riaccende le polemiche sulla grave emergenza che i cinghiali stanno causando, negli ultimi mesi

FERENTINO. Un uomo di 65 anni è morto stamattina nel Frusinate  mentre era uscito di buon mattino per fare una passeggiata tra i boschi. Luciano Bondatti, questo il nome della vittima, un cacciatore di 65 anni, è stato ritrovato a terra ferito, per lui inutili i tentativi di soccorso, è morto poco dopo dissanguato. L'incidente è avvenuto a Ferentino, vicino a Frosinone.

In un primo momento si era pensato a un'aggressione subita da un cinghiale. Dalle prime ipotesi, infatti, si pensava che la vittima potesse essere arrivata troppo vicino al branco di cinghiali e che questo avesse provocato l'aggressione del mammifero.

Ma  l'esame medico-legale sul suo corpo ha permesso di scoprire tre pallottole che gli hanno reciso l'aorta femorale. Probabile, a questo punto, per i medici che avevano ipotizzato in un primo momento la morte dopo l'attacco di un cinghiale, che sia stato invece un incidente di caccia. I carabinieri stanno lavorando per ricostruire con esattezza il drammatico incidente.

La vicenda aveva riportato alla mente quella dello scorso 8 agosto quando, a Cefalù, Salvatore Rinaudo di 77 anni, fu attaccato e ucciso da un cinghiale. L'anziano come ogni mattina era uscito con i suoi cani, quando è stato attaccato da un cinghiale di almeno cento chili che non gli ha lasciato scampo. La moglie, di quattro anni più giovane, ha sentito i cani abbaiare: è uscita da casa ed ha visto il cinghiale che aggrediva l'uomo. E rimasta ferita anche lei, nel tentativo di soccorrerlo. Proprio in occasione di quella tragedia furono molti a ricordare come la "proliferazione senza controllo" dei cinghiali in varie aree del paese (sono ormai un milione, secondo la Coldiretti, un numero raddoppiato in dieci anni) costituisce ormai "un'emergenza nazionale". Solo nel 2015, in effetti, sono stati numerosi i casi di persone ferite da questi animali, che non hanno timore di avvicinarsi agli insediamenti urbani. Lo scorso gennaio, ad esempio, un cinghiale provocò il panico in una scuola dell'infanzia del genovese, mentre feriti in seguito ad aggressioni si contano in provincia di Terni, a Trieste, nell'Ennese e nel Parco del Cilento. Sempre nel corso dell'anno, un uomo è morto per aver investito con la sua Smart un cinghiale nell'Aquilano ed un altro ha fatto la stessa tragica fine mentre percorreva in auto la strada provinciale di Castellina Marittima, al confine tra le province di Pisa e Livorno.

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