Mercoledì, 28 Ottobre 2020
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IMMIGRAZIONE

Nuova strage davanti alle coste libiche, 37 migranti morti

TRIPOLI. Sale ad almeno 37 morti il bilancio del naufragio di ieri davanti alle coste di Khoms, a est di Tripoli. Lo riferisce ai media arabi un responsabile del consiglio municipale della cittadina. Ai sette cadaveri trovati sulle spiagge se ne sono aggiunti altri 30, individuati al largo e ancora non recuperati.

Sono «scomparsi» i tre bimbi con le loro famiglie ricoverati in gravi condizioni in Austria dopo essere stati trovati su un camion in Austria. In Libia si segnala un nuovo naufragio, mentre papa Francesco tuona: «Basta stragi di migranti», e l'Ue convoca per il 14 settembre una riunione di emergenza. A Branau, nell'Alta Austria, le due bimbe e un bimbo di età compresa tra gli uno e i cinque anni, erano arrivati in stato di incoscienza venerdì scorso: «Si stanno riprendendo» avevano dichiarato le autorità, precisando che erano stati salvati «in extremis», e che «non avrebbero resistito molto altro tempo». Sono stati scovati a bordo di un minivan assieme ad altri 23 profughi, provenienti da Siria, Afghanistan e Bangladesh. Erano tutti stipati in pochi metri quadri: se il mezzo non fosse stato fermato dalla polizia forse sarebbero tutti morti. Secondo la polizia austriaca, i familiari e i tre piccoli potrebbero già aver attraversato il confine con la Germania, e sarebbero fuggiti perchè temevano l'espulsione in Ungheria. E proprio in territorio ungherese è stato arrestato un quinto uomo nell'ambito delle indagini sul ritrovamento di 71 cadaveri di profughi sul 'tir della mortè, individuato giovedì scorso in Austria. La polizia ungherese ha precisato che il sospetto è stato arrestato sabato sera. Gli altri 4, tre bulgari e un afghano, sono stati arrestati nel sud dell'Ungheria il giorno stesso del ritrovamento del tir. Sotto processo a Kecskemet, da dove sarebbe partito il tir prima di caricare i profughi al confine serbo, si sono detti innocenti. Il tribunale ha deciso 30 giorni di detenzione cautelare. La scia di morte continua: la Mezzaluna rossa libica ha denunciato un nuovo naufragio, questa volta davanti alle coste libiche: almeno 7 i cadaveri ritrovati sulle spiagge davanti a Khoms, un centinaio di chilometri a est di Tripoli. Scioccanti le immagini, con i cadaveri sul bagnasciuga e i medici che li trascinano via dall'acqua con dei sacchi neri. Immagini sempre più frequenti in queste settimane, le più drammatiche nella storia recente dell'immigrazione. Le tragedie nel Mediterraneo e quelle in Austria sono state al centro dell'Angelus di papa Francesco: occorre «cooperare con efficacia per impedire questi crimini, che offendono l'intera famiglia umana», ha tuonato. «Preghiamo in silenzio per tutti i migranti che soffrono e per quelli che hanno perso la vita». L'Ue, incalzata anche dalle bordate arrivate dagli Usa, che hanno accusato l'Europa di aver fallito, ha convocato una riunione di emergenza il 14 settembre a Bruxelles, scatenando la polemica sui social network: «È troppo tardi».

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