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Bimbi abbandonati, il Papa: non scaricare nostre colpe su loro

"Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell'uomo, dei diritti del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?". Lo ha detto Bergoglio in udienza generale

CITTA' DEL VATICANO. Oggi, ha detto il Papa nella udienza generale, dobbiamo parlare della «passione» che vivono «molti bambini, in quanto rifiutati, abbandonati, privati della loro infanzia e del loro avvenire. Tutti questi bambini sono un grido che sale verso Dio e accusa il sistema che noi abbiamo costruito».

«Qualcuno - ha detto il Papa - osa dire quasi per giustificarsi che è stato un errore farli venire al mondo, ma questo è vergognoso, non scarichiamo sui bimbi le nostre colpe, per favore, i bimbi non sono mai un errore, la loro fame non è un errore come non lo è loro povertà fragilità abbandono, tanti bambini abbandonati per le strade..., e non lo è neppure la loro ignoranza o la loro incapacità, tanti bimbi che non sanno cosa è una scuola e non lo è neppure tutto questo».

La povertà, la fame, l'abbandono dei bimbi, non sono «errori», «semmai - ha detto il Papa - questi sono motivi per amarli di più, con maggiore generosità: che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell'uomo, dei diritti del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?».

«I bambini - ha detto il Papa davanti a oltre 25mila persone - sono il frutto più bello che il creatore ha dato all'uomo e alla donna, abbiamo già parlato - ha ricordato - del grande dono che sono i bambini, oggi purtroppo dobbiamo parlare delle storie di passione che vivono molti di loro, tanti fin dall'inizio derubati di loro infanzia e futuro; qualcuno osa dire, quasi per giustificarsi - ha commentato il papa latinoamericano -, che è stato un errore farli venire al mondo, ma questo è vergognoso, non scarichiamo sui bambini le nostre colpe per favore, i bambini non sono mai un errore, la loro fame non è un errore come non lo è loro povertà, fragilità, abbandono, tanti bambini abbandonati per le strade, ... e non lo è neppure la loro ignoranza o la loro incapacità, tanti bambini che non sanno cosa è una scuola, e non lo è neppure tutto questo, semmai questi sono motivi per amarli di più con maggiore generosità; che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell'uomo, dei diritti del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti».

Papa Francesco ha quindi richiamato la responsabilità di tutti gli adulti e di coloro che governano verso l'infanzia, e contro la «passione» dei bambini: «ogni bambino per strada senza cibo, senza scuola, senza cure mediche, - ha denunciato - è un grido che sale a Dio e che accusa il sistema che noi adulti abbiamo costruito, e purtroppo questi bambini sono preda dei delinquenti che li sfruttano per indegni traffici o commerci o
addestrandoli alla guerra e alla violenza».

Il Papa ha quindi ricordato i «drammi» che i piccoli vivono «anche nei paesi cosiddetti ricchi», «drammi che li segnano in modo pesante a causano dei vuoti educativi e e di condizioni di vita a volte disumane, sono infanzie violate nel corpo e nell'anima, ma nessuno di questi bambini è dimenticato dal Padre che è nei cieli, nessuna delle loro lacrime va perduta, come pure non va perduta la responsabilità sociale di ognuno di noi e dei Paesi».

Commentando il brano del Vangelo in cui Gesù dice ai discepoli di non allontanare i bambini che i genitori gli avevano portato per benedirli, papa Bergoglio, rilevando la «fiducia» dei genitori e l'atteggiamento di Gesù ha auspicato: «Come vorrei che questa pagina diventasse la storia normale di tutti i bambini, è vero che i bambini con difficoltà trovano spesso genitori straordinari», «ma questi non dovrebbero essere lasciati soli, dovremmo accompagnarli nella loro fatica ma offrire anche loro momenti di gioia spensierata, perchè non siano presi solo dalla routine operativa» assistenziale.

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