Giovedì, 21 Novembre 2019
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ASSEDIO ALLA CAPITALE

Scontri a Roma, sei hooligans arrestati: ripulita piazza di Spagna

ROMA.  Sono sei, tutti attualmente detenuti al Regina Coeli, i tifosi del Feyenoord arrestati ieri nel corso degli scontri avvenuti nella zona di Piazza di Spagna.

Sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Per i disordini di due giorni fa a Campo dè Fiori già condannati 19 hooligans.

Entro domani il magistrato invierà al gip la richiesta della convalida d'arresto e a quel punto il giudice avrà 48 ore per fissare gli interrogatori di garanzia che presumibilmente avverranno nella giornata di lunedì.  In base a quanto si apprende, il gruppo di tifosi olandesi è stato bloccato durante gli scontri avvenuti nella zona di salita di San Sebastianello, all'estrema destra rispetto alla scalinata di Trinità dei Monti.

Intanto, si cerca di rimettere ordine nella Capitale. «Abbiamo ripulito interamente piazza di Spagna e per fortuna i danni alla Barcaccia non sono gravissimi, ma l'offesa alla città rimane». Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a Linea Notte su Rai 3, parlando degli scontri e delle devastazioni dei tifosi del Feyenoord avvenuti nella Capitale.

Il centro di Roma invaso e devastato da migliaia di tifosi olandesi  ubriachi, hooligans che arrivano ad assaltare e danneggiare anche la Fontana della Barcaccia del Bernini a piazza di Spagna.

Roma devastata dai tifosi olandesi: scontri con la polizia, danneggiata la Barcaccia - Foto

Il salotto della capitale d'Italia sotto assedio, ridotto a discarica di bottiglie e rifiuti, con negozianti costretti a chiudere, romani e turisti terrorizzati.

«Abbiamo accompagnato - continua Marino - a scaglioni con degli autobus i tifosi, ma io li chiamerei più barbari, alla stazione Termini e all'aeroporto. In questo momento ci sono oltre mille uomini delle forze dell'ordine che sorvegliano i punti più critici della nostra città».

«Non capisco come sia stato permesso, avendo a disposizione 1.300 uomini delle forze dell'ordine, quindi non pochi, a questi barbari di arrivare e violentare il cuore della nostra Capitale, trattando come una discarica un monumento che avevo appena riconsegnato interamente restaurato, in qualche modo anche danneggiato. In questo momento i tecnici della sovrintendenza stanno calcolando a quanto ammontano i danni».

«Ho parlato con il ministro dell'Interno, che stava decollando qualche ora fa dagli Usa per tornare in Italia, e abbiamo appuntamento oggi per verificare esattamente cosa è accaduto».

«Il sindaco, anche della Capitale, non ha alcun potere sui Carabinieri, sulla Polizia, sulla Guardia di finanza. Esiste una figura, e sono sicuro che l'onorevole Tajani lo sa molto bene, che si chiama prefetto, che ha i poteri, conferiti dal ministero dell'Interno, per gestire la sicurezza e l'ordine pubblico in una città. Non è certo il sindaco che deve armare i cittadini».

«I vigili urbani fanno un altro mestiere - ha replicato ancora una volta Marino -, e anche questo è facilmente desumibile dai libri di educazione civica: i vigili urbani si occupano di viabilità, di lotta alla contraffazione, non contrastano ciurme di violenti che assaltano la città».

«Si dovevano prendere misure differenti da parte di chi ha la responsabilità di vertice della sicurezza in città, quindi la prefettura, la questura, il ministero dell'Interno, ed evitare che queste persone arrivassero nel cuore della città. E soprattutto che ci arrivassero con bottiglie di alcolici che si erano portati da soli», afferma il sindaco di Roma, Ignazio Marino.

«C'è stata un ordinanza del prefetto che ha proibito la vendita di alcolici - continua Marino -, ma è chiaro, a posteriori, che questi barbari gli alcolici se li sono portati da soli nelle loro borse e nei loro zaini».

«Certamente è qualcosa che fa molto arrabbiare perché dai dati che ho potuto apprendere nelle ultime ore le forze di sicurezza italiane sapevano che, su questi 4.000-5.000 tifosi, 500 erano stati definiti pericolosi dalle autorità del loro Paese. Credo che la gestione dei vertici della sicurezza - non certo il lavoro degli uomini e delle donne delle forze dell'ordine - sia stata effettivamente carente».

Hooligans olandesi a spasso ubriachi per il centro di Roma come turisti della violenza. La Capitale d'Italia per ore in mano ad un'orda incontrollata di moderni barbari. E sotto accusa finisce il dispositivo di sicurezza predisposto per il temuto match di Europa League tra giallorossi e Feyenoord.

La questura in serata parla di una partita preparata da gennaio con le autorità olandesi, che però avrebbero segnalato solo poche centinaia di tifosi pericolosi sui circa 5 mila «ufficiali». Molti di meno di quelli protagonisti di violenze a Roma.

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