CATANIA. Gli interrogatori in carcere di 18 dei 48 arrestati da carabinieri del Ros caratterizza l'indomani del blitz che ha portato alla decapitazione dei vertici di Cosa nostra a Catania e svelato, secondo l'accusa, i rapporti tra mafia, politica e imprenditori.
I sostituti procuratori Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Antonino Fanara e Iole Boscarino, hanno già interrogato ieri un testimone su un'intercettazione del presunto boss Rosario Di Dio che parla del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. Il teste ha detto di non ricordare il contenuto della conversazione ma di fronte alla trascrizione del verbale ha confermato il suo contenuto, senza aggiungere altri particolari. Da fonti della Procura si ribadisce che non ci sono altri fascicoli pendenti, o secretati, e, allo stato, non è prevista alcun altra tranche di inchiesta. Nuovi sviluppi e nuovi scenari potrebbero emergere dagli interrogatori, in caso di ammissioni o collaborazioni da parte degli arrestati.
Mafia e politica a Catania, partono gli interrogatori
All’indomani dell’operazione del Ros vengono ascoltati in carcere 18 dei 48 arrestati. La procura: non ci sono altre tranche di inchiesta
Ancora nessun commento