Venerdì, 03 Dicembre 2021
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SERIE A

Il Napoli sa solo vincere, il Milan torna a -2, la Juve soffre ma passa

Sicilia, Calcio
Victor Osimhen lancia il gol dell'1-0

Il Milan lancia l’operazione sorpasso ma il Napoli la vanifica riportandosi in vetta a punteggio pieno dopo otto giornate. Come il Verona aveva messo in difficoltà i rossoneri. così il Torino mette i bastoni tra le ruote alla squadra di Luciano Spalletti, che passa solo nel finale con Osimhen dopo avere sbagliato un rigore con Insigne e colpito un palo con Lozano. Ottimo Toro ma Napoli sempre più consapevole che può essere la sua annata. Ora la corsa scudetto sembra ristretto a Napoli e Milan, separati da due punti e con ampio margine sulle inseguitrici.
Si infiamma anche la lotta per i posti Champions. L’Inter perde terreno sulle due battistrada dopo il ko contestato con la Lazio per il secondo gol di Anderson con Dimarco a terra. Al gruppo che comprende Roma, Juve, Lazio e Fiorentina (che posticipa domani col Venezia) si aggiunge il grande ritorno dell’Atalanta che torna a ruggire schiantando l’Empoli con una doppietta di Ilicic e il 100/o gol di Zapata. Diventa rovente la corsa salvezza perchè il Cagliari lascia l’ultimo posto centrando il primo successo, a spese della Sampdoria, e a chiudere la serie A è di nuovo la Salernitana che ha licenziato Castori ingaggiando Colantuono. Pari in rimonta per il Genoa col Sassuolo, che pensava di essere tranquillo con una doppietta di Scamacca, e tra Udinese e Bologna che non ha sfruttato appieno avere giocato un’ora in superiorità numerica.
Emozioni e spettacolo al Maradona tra il Napoli di Spalletti e il Toro che Juric ha portato a un rendimento superbo. Nonostante l’infortunio precoce di Mandragora i granata imbrigliano gli azzurri, con Bremer degno avversario dello scalpitante Osimhen. Singo fende la fascia, ma Di Lorenzo non gli è da meno e guadagna un rigore che Milinkovic-Savic para a Insigne. Poi l’esterno napoletano segna di testa su punizione ma il Var annulla per un fuorigioco di centimetri, Lozano colpisce il palo, ma il Toro non è in soggezione: l’ottimo Brekalo ha due ghiotte occasioni, e nella prima Ospina compie un miracolo. Entrano i lungodegenti Belotti e Mertens e la gara sembra impantanata ma il Napoli non ci sta, attacca con furore e con un flipper in area trova la deviazione vincente di testa di Osimhen, sempre più trascinatore.
L’Atalanta prepara al meglio la trasferta di Manchester con un netto successo in casa dell’Empoli di Andreazzoli. E’ la spietata legge del più forte che libera psicologicamente i bergamaschi dopo un inizio altalenante. Il merito è di Gasperini che ricostruisce Ilicic, ormai riportato al miglior rendimento. Lo sloveno segna una doppietta triangolando con Pasalic e Muriel. I toscani reagiscono avvicinandosi con uno spunto di Di Francesco, poi tante occasioni, ma il vantaggio arriva su autogol di Viti. L’Atalanta controlla, gestisce, fa entrare Zapata, risparmiato un tempo, che fissa il 4-1 nel finale.
Con la solita rimonta nel finale il Genoa salva la panchina di Ballardini, prima dell’addio di Preziosi, complicando il lavoro di Dionisi. Il Sassuolo è in zona retrocessione nonostante i suoi tanti tenori. Il tecnico schiera Scamacca e Raspadori con Berardi e Djuricic. E Scamacca risponde da gran protagonista: un gol viene annullato dal Var poi sigla una doppietta, fallisce un’occasione clamorosa. I liguri si avvicinano con Destro, alla fine assediano gli ospiti con Ekuban, Caicedo e Kallon ma è il messicano Vasquez che trova il pari allo scadere. Il Sassuolo colpisce un palo con Djuricic, ha varie occasioni ma alla fine il pari è giusto e premia il Genoa. Dopo avere recuperato due gol al Cagliari e al Verona, è toccato al Sassuolo e la zona retrocessione si allunga perchè arriva il primo successo del Cagliari. Mazzarri gioisce per una vittoria meritata su una Sampdoria in affanno. Si sblocca Joao Pedro con una doppietta e i sardi, trascinati da Caceres, soffrono un pò dopo il gol di Taljan, alla fine il 3-1 del brasiliano riporta il sereno, per Mazzarri parte un nuovo campionato.
Mihalovic alla fine è furioso per il pari del suo Bologna a Udine, rimontato a fine gara per un gol di Beto su cui lamenta un blocco di Beacao su Skorupski. Un primo tempo noioso si infiamma per una sciocchezza di Pereyra che si fa cacciare dopo mezz’ora per un doppio giallo. Gli ospiti, dopo il vantaggio con Barrow, falliscono il raddoppio poi i friulani lottano con accanimento e alla fine trovano il pari contestato dal Bologna.

In serata quarta vittoria consecutiva per la Juventus, che nel posticipo domenicale dell’ottava giornata supera di misura la Roma 1-0. All’Allianz Stadium decide un gol di Kean nel corso del primo tempo, con i capitolini che falliscono un calcio di rigore proprio a ridosso dell’intervallo con Veretout. Continua la risalita in classifica per la squadra di Allegri, che si riporta alla pari di Atalanta e Lazio a quota 14 punti, a una sola lunghezza di distanza proprio dal quarto posto degli uomini di Mourinho. Buono l’avvio dei giallorossi che spaventano i padroni di casa prima con Mancini poi con Pellegrini, ma al 16’ sono i bianconeri che sbloccano alla prima chance: De Sciglio mette al centro da sinistra, Bentancur colpisce di testa e una successiva deviazione di Kean mette fuori causa Rui Patricio. La Roma però non si abbatte e con il carattere prova a reagire, trovando un episodio importante per rientrare in gara proprio a ridosso dell’intervallo, quando Szczesny abbatte Mkhitaryan in area procurando un calcio di rigore, fischiato da Orsato un secondo prima del gol di Abraham sul proseguimento d’azione. Veretout va dal dischetto ma si lascia ipnotizzare dal portiere polacco, che si riscatta così salvando i suoi. A inizio ripresa i ritmi sono altissimi: dopo pochi secondi Bernardeschi tenta la rovesciata impegnando Rui Patricio, con Kean che fallisce la doppietta calciando alto sulla ribattuta. Dall’altra parte la Roma chiede un altro calcio di rigore, ma stavolta il contatto tra Pellegrini e Chiellini non è falloso. Il match resta apertissimo e la squadra di Mourinho le prova tutte per rimettersi in corsa, ma tutte le occasioni create non portano ai risultati sperati

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