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Tra Messi e debiti, "polveriera" Barcellona alle elezioni del nuovo presidente

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Lionel Messi

Un salto nel futuro, ma non prima di avere affrontato le insidie del presente. Domani è un giorno importante per il Barcellona, i cui soci sono chiamati a scegliere il nome del nuovo presidente. In tre puntano alla poltrona più importante del sodalizio catalano che - come noto - 'mes que un club (è più di un club)', nel senso che rappresenta l'anima catalana. Ed è quello che i 160 mila soci, a fronte di 110.290 votanti, chiedono al nuovo timoniere di rappresentare, dopo le defaillance degli ultimi anni. A contendersi il trono blaugrana saranno Toni Freixa, Victor Font e Juan Laporta, tutti con concrete chance di elezione.

Tra perquisizioni e arresti, crisi sportiva, debito economico, pandemia e futuro incerto di Leo Messi, il nuovo n.1 ne avrà, di problemi da risolvere. Il club è scosso dal recente arresto dell'ex presidente Josep Maria Bartomeu, che si era dimesso il 27 ottobre 2020, lasciando un club in rovina e nelle mani di una commissione di gestione transitoria. Le elezioni sono state posticipate di sei settimane, a causa di restrizioni sanitarie, ma i problemi da affrontare non sono cambiati.

Il 27 dicembre 2020 Messi aveva confidato di non avere ancora "deciso nulla" sul proprio futuro, ma in estate aveva annunciato di volersene andare, molto probabilmente fra le braccia di Pep Guardiola. Le speculazioni sul suo futuro, e il contratto faraonico da 555 milioni lordi percepiti fra novembre 2017 e giugno 2021 - rivelati da El Mundo a fine gennaio - hanno segnato la campagna presidenziale.

La seconda missione urgente del neopresidente sarà quella di negoziare lo scaglionamento del debito del club, o anche di discutere un'eventuale ulteriore riduzione degli stipendi con spogliatoio e staff. Secondo l'ultimo rapporto economico, reso pubblico a gennaio, il Barça dovrà rimborsare 730,6 milioni entro fine giugno e oltre un miliardo (1,173 miliardi) a lungo termine. Accanto a questi problemi se ne stanno accumulando altri: il ritardo nei lavori di ristrutturazione del Camp Nou, che sarebbero dovuti iniziare nel 2017 e invece sono partiti da poco; o la la mancanza di risultati. Sebbene abbia conquistato la qualificazione per la finale della Coppa del Re, il Barça è quasi fuori dalla Champions (ha perso 4-1 in casa contro il PSG).

Il club, tuttavia, ancora genera le maggiori entrate al mondo: 715,1 milioni nel 2019/20, secondo l'azienda Deloitte. Le sedi per le votazioni in presenza sono state ridotte da 10 a 6, ma saranno ancora le prime nella storia del club a essere organizzate in più città contemporaneamente (Camp Nou, Girona, Tarragona, Tortosa, Lleida e Andorra). Il via alle 8, la chiusura alle 20. Il futuro sta per cominciare.

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