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La Juve in mano a Pirlo sognando Guardiola e Zidane: l'affascinante azzardo di Agnelli

Dal Comandante al Maestro. Nè Inzaghi, nè Pochettino o Zidane, la Juventus ha deciso di ripartire da Andrea Pirlo. Le riflessioni annunciate da Andrea Agnelli dopo la clamorosa eliminazione in Champions per mano del Lione hanno portato subito a delle decisioni forti: via dopo uno solo anno e nonostante lo scudetto vinto Maurizio Sarri, panchina al 41enne ex centrocampista, che appena lo scorso 30 luglio veniva ufficializzato come nuovo allenatore dell’Under 23 bianconera.

E invece, per la sua prima esperienza in panchina, Pirlo comincerà subito dai grandi, ritrovando i vari Buffon, Chiellini e Bonucci con cui ha condiviso l’inizio del lungo ciclo vincente avviato da Conte e poi portato avanti da Allegri e Sarri. Arrivato a parametro zero nell’estate 2011, scaricato da quel Milan con cui aveva vinto tutto, Pirlo è stato decisivo per la rinascita bianconera, lasciando il segno sui 4 scudetti conquistati in altrettante stagioni, oltre a una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, prima di salutare tutti con la finale di Champions persa a Berlino col Barcellona. Era seguito l’esilio dorato nella Mls, quindi i primi corsi a Coverciano e la volontà sempre più forte di cominciare una nuova carriera.

"Oggi inizia un nuovo capitolo della sua carriera nel mondo del calcio - la nota della Juve - Come si era detto circa una settimana fa: da Maestro a Mister. Da oggi per il popolo juventino sarà IL Mister, poichè la società ha deciso di affidargli la guida tecnica della Prima Squadra, dopo averlo già selezionato per la Juventus Under23. La scelta odierna si basa sulla convinzione che Pirlo abbia le carte in regola per guidare, fin dal suo esordio sulla panchina, una rosa esperta e di talento per inseguire nuovi successi". Contratto fino al 2022 per il neo tecnico juventino, tanti modelli e idee ben chiare.

"Tutti i miei allenatori mi hanno insegnato tanto, da Ancelotti a Lippi, da Conte ad Allegri - aveva dichiarato poco più di una settimana fa - Ma ognuno deve fare la sua strada, deve avere il proprio modello di gioco. Io ho in testa il mio. A me piaceva giocare bene e voglio che la mia squadra giochi bene e abbia la padronanza del gioco". Che era quello che voleva anche Sarri. Ora sta al Maestro riuscire là dove il suo predecessore ha fallito.

A credere in lui ancora la Juve, che per la sua stagione d’esordio in panchina gli affida la guida dell’Under 23 in serie C. Per Pirlo un inizio alla Guardiola o alla Zidane, entrambi partiti dalle seconde squadre - il primo al Barcellona, il secondo al Real Madrid - prima di essere 'promossì e condurre i due club al successo sia in Spagna che in Europa. "A chi non piacerebbe compiere il percorso fatto da loro, ma servono tempo ed esperienza", si era espresso a riguardo Pirlo lo scorso 1 agosto, durante la conferenza stampa di presentazione, affiancato da Andrea Agnelli. E proprio il presidente bianconero aveva auspicato di vedere un giorno Pirlo sulla panchina della prima squadra. "Ci sono degli esempi in Europa di tecnici che hanno fatto questo percorso e la speranza è che possa avvenire anche in questo caso. Ovviamente Andrea dovrà meritarselo. La determinazione, i valori e l’ambizione non gli mancano, poi toccherà al lavoro sul campo". Ma l’uscita di scena dalla Champions per mano del Lione, sommata a un amore mai davvero sbocciato fra Sarri e l’ambiente, ha dato un’improvvisa accelerata. E così Pirlo, che per l’Under 23 bianconera aveva detto no a offerte dalla Premier e dalla serie A, in pochi giorni si ritrova catapultato al timone della Juventus campione d’Italia nelle ultime nove stagioni.

"La scelta odierna si basa sulla convinzione che Pirlo abbia le carte in regola per guidare, fin dal suo esordio sulla panchina, una rosa esperta e di talento per inseguire nuovi successi", si legge nella nota della società. Parole ribadite a Sky dal ds Fabio Paratici: "La decisione di puntare su Pirlo è naturale, juventina oserei dire. E’ un ragazzo che è stato da noi, ha giocato con noi, è sempre stato in contatto con noi e col nostro ambiente. Pensiamo che possa essere un predestinato. Sarri? Le nostre valutazioni le avevamo fatte fra di noi, non è una partita che decide il destino di una persona. Non è l’Europa il termometro ma sono considerazioni che riguardano tutta la stagione, è tutto un insieme di cose che vanno al di là di un mero risultato sportivo". "Quindi ora devo chiamarti Mister!?!?! In bocca al lupo per questa nuova sfida Andrea!", gli dà il benvenuto Buffon. Contratto fino al 2022, Pirlo ha avuto come modelli Ancelotti, Lippi, Conte, Allegri, "ma ognuno deve fare la sua strada, deve avere il proprio modello di gioco. Io ho in testa il mio. A me piaceva giocare bene e voglio che la mia squadra giochi bene e abbia la padronanza del gioco". Che era quello che voleva anche Sarri. Ora sta al Maestro riuscire là dove il suo predecessore ha fallito.

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