Venerdì, 22 Novembre 2019
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AMMINISTRATIVE

Ballottaggi, a Messina i fiori di De Luca alla Madonna. Così a Ragusa l'ex cestista Cassì ha battuto M5s

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Il nuovo sindaco di Messina Cateno De Luca

A Messina la sorpresa si chiama Cateno De Luca. Il suo primo atto dopo il clamoroso successo elettorale è stato quello di ringraziare la Madonna e di recitare il Padre nostro insieme con i suoi sostenitori. Oltre cinquemila persone hanno acclamato la notte scorsa il neo sindaco di Messina, deputato regionale, ex Udc fondatore del movimento Sicilia Vera, che ha conquistato la poltrona di primo cittadino con 47.835 voti e una percentuale del 65,28%. L'altro candidato al ballottaggio, Dino Bramanti ha ottenuto 25.442 voti con il 34,72%. Una sfida tutta interna al centrodestra che si è risolta con una vittoria schiacciante di quello che appariva alla vigilia come un outsider.
Il neo sindaco, atteso da una folla festante sotto la sua sede elettorale, ha voluto immediatamente deporre una corona di fiori ai piedi della statua della Madonna che domina lo Stretto, davanti alla quale si è inginocchiato recitando una preghiera.
Una seconda corona di fiori l'ha deposta ai piedi del monumento ai caduti. Infine ha pronunciato un discorso di ringraziamento agli elettori davanti Palazzo Zanca, sede del Municipio, iniziato recitando un Padre Nostro insieme ai suoi sostenitori.
De Luca, che adesso si dimetterà da parlamentare regionale, è molto conosciuto, oltre che per le sue vicissitudini giudiziarie e per le diverse inchieste in cui è coinvolto, anche per le sue iniziative clamorose, tanto da essere soprannominato "Scateno".
La più originale risale al 2006, quando si presentò in sala stampa all'Ars seminudo, avvolto solo nella bandiera della Sicilia e con in mano la bibbia e un pinocchio per protestare contro il presidente Gianfranco Miccichè.
Nel suo discorso di ringraziamento agli elettori De Luca ha rimarcato la volontà "di essere il sindaco di tutti e di trovare un'ampia sinergia con il consiglio comunale per il bene della città nel tentativo di far rinascere Messina". "Iniziare una rivoluzione - ha aggiunto - può essere facile, il difficile è portarla avanti. Ed è quello che noi ci impegneremo a fare".
Al termine suo discorso il neo sindaco è entrato a Palazzo Zanca, accompagnato dalla moglie, Giusy Gregorio, e dai figli, Gabriele e Verdiana, ed ha presentato la squadra degli assessori. Adesso per Messina dopo l'epoca di Renato Accorinti, il sindaco pacifista che si presentava alle cerimonie ufficiali in sandali e indossando la t-shirt con la scritta "Free Tibet" si inaugura ufficialmente l'era di "Scateno" De Luca.

Pronostici disattesi anche a Ragusa. E' stato il primo capoluogo siciliano cinque anni fa ad essere governato da un sindaco del M5s ora è la prima città a perdere questo titolo per la 'mano calda' di Giuseppe Cassì, avvocato civilista di 55 anni, già capitano in serie A2 della Virtus Ragusa di basket, infallibile 'cecchino' che mandava in visibilio i tifosi che già 24 anni fa lo acclamavano in tribuna con slogan e striscioni 'Cassì sindaco'.

Cassì alla guida di tre liste civiche e della lista di Fratelli d'Italia ha superato al ballottaggio col 53,1% dei consensi per un totale di 13.492 voti lo sfidante Antonio Tringali del Movimento 5 Stelle, presidente del consiglio comunale uscente, che si è fermato al 46,9% per un totale di 11.930 voti.

La vittoria di Cassì a Ragusa era nell'aria perché il suo progetto civico era piaciuto già al primo turno avendo superato concorrenti sulla carta più quotati come il forzista Maurizio Tummino o l'ex sindaco Giorgio Massari o il segretario del Pd Giuseppe Calabrese.

Poi vi è la tradizione di Ragusa di cambiare ogni 5 anni 'colore' politico, oltre al fatto che Cassì rappresentava l'uomo nuovo forte anche di un affetto popolare straordinario per essere stato il capitano e condottiero della Virtus Ragusa per tanti anni sino alla serie A. Tringali era arrivato al ballottaggio sull'onda del nuovo governo gialloverde appena insediatosi e che aveva avuto anche il battesimo del leader Luigi Di Maio. Tante le cause della sconfitta del M5s da ricercare innanzitutto all'interno delle lotte intestine dei vari Meet up cittadini ma anche di un'amministrazione, quella retta dall'uscente Federico Piccitto, che non ha entusiasmato e non è riuscita a creare un feeling con la città.

Cassì avrà la maggioranza dei consiglieri (15 su 9) e potrà governare contando su questa ampia base consiliare: "Il primo obiettivo è di alzare l'asticella rispetto al passato - dice il neo sindaco di Ragusa - perchè la città merita di più rispetto a quello che è stato fatto. Non ho esperienza amministrativa? Non è un problema, ma so come si fa. Poi ho una squadra di primissimo livello".
"Ora, come ho fatto in campagna elettorale, io non vi prometto nulla - afferma - vi prometto solo che quello che faremo io e i miei collaboratori sarà fatto al massimo delle nostre possibilità".

Anche a Siracusa l'esito del voto ha sorpreso: il nuovo sindaco è Francesco Italia, 46 anni, imprenditore, sostenuto al ballottaggio da tutte le forze di centrosinistra. Ha conquistato la poltrona di primo cittadino con 18.210 voti, pari al 52,99% dei votanti contro i 16.153 voti del suo avversario, Ezechia Paolo Reale, sostenuto da una coalizione di centrodestra ad eccezione della Lega.

 

«Non è la vittoria di uno ma di tutti noi, di una parte della città che ha creduto in me sin dall’inizio quando era impossibile crederlo», ha commentato. In giunta ha chiamato l’avvocato Giovanni Randazzo, che sarà anche vice sindaco, che al primo turno aveva ottenuto poco il 6,8 per cento, Fabio Moschella, candidato Pd, che al primo turno aveva ottenuto il 13,1 per cento e infine Fabio Granata, fondatore di #diventeràbellissima con il governatore Nello Musumeci, che a primo turno si era fermato poco al 5,8 per cento. Completano la giunta l’avvocato Pier Paolo Coppa (assessore anche con Garozzo), Alessandra Furnari, Giusy Genovesi, Nicola Lo Iacono.

"E' stata una campagna esaltante - ha detto Italia -. Voglio ripartire da un’idea di politica libera da condizionamenti. Nella continuità dei valori di trasparenza e legalità con l'amministrazione uscente». Italia non avrà la maggioranza in consiglio comunale.

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