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PLACE DE LA RÉPUBLIQUE

Conferenza sul clima, momenti di tensione a Parigi: scontri tra manifestanti e la polizia

Gli agenti hanno utilizzato lacrimogeni contro i manifestanti che hanno lanciato oggetti e bottiglie

PARIGI. Cielo plumbeo, nervi a fior di pelle. E massima tensione tra l'allarme terrorismo e il pugnoduro contro le manifestazioni, con oltre 200 fermi, scontri e vandalismi al memoriale delle vittime degli attentati nella centralissima place de la Rèpublique.

Clima, a Parigi la marcia simbolica delle scarpe: ci sono anche quelle di Papa Francesco - Foto

È la Parigi che ha dato il via alla XXI Conferenza Onu sul clima, dove domani, nella zona superblindata di Le Bourget, sono attesi tutti i principali leader mondiali, da Obama a Putin passando per il premier Matteo Renzi. Immediato lo sdegno di Hollande che dal delicato vertice Ue-Turchia a Bruxelles sui  migranti ha bollato l'accaduto come «scandaloso».

Clima, a Parigi la marcia simbolica delle scarpe: ci sono anche quelle di Papa Francesco - Foto

A niente è valsa per compensare l'annullata manifestazione a favore del clima la distesa simbolica di scarpe, tra cui quelle di Papa Francesco, e nemmeno le migliaia di mani che si sono strette pacificamente in una catena di solidarietà da Rèpublique a Nation. Una frangia di gruppi estremisti di sinistra, vestiti di nero e col capo coperto, ha volutamente attaccato le forze dell'ordine facendo salire la tensione alle stelle.

La mattinata era cominciata senza sole ma con moltissime persone che avevano aderito all'appello di Avaaz - l'organizzazione che aveva lanciato l'idea della marcia per salvare il clima poi annullata dopo l'instaurazione dello stato di emergenza - a portare un paio di scarpe in Place de la Rèpublique, il luogo da cui sarebbe dovuto partire il corteo. In mezzo al 'pratò colorato di centinaia di scarpine da bimbi, sandali, tacchi a spillo e scarpe da ginnastica, anche quelle mandate da papa Francesco, dell'attrice francese Marion Cotillard e della stilista Vivienne Westwood. Poi tra 5 e 10mila persone si sono prese per mano in una lunga catena lungo il percorso virtuale della manifestazione, sino a Nation. Con una sola interruzione: davanti al Bataclan, in memoria delle 90 vittime cadute sotto i colpi della follia terroristica dell'Isis, e dove anche il premier canadese Justin Trudeau e il presidente cileno Michelle Bachelet sono voluti passare a rendere omaggio.

Poi la deriva violenta: alcuni gruppuscoli, riuniti dietro la sigla 'Anticop21', al grido di «stato d'emergenza, stato di polizia, non ci toglierete il diritto di manifestare», a volto coperto hanno cominciato a scontrarsi con le forze dell'ordine. Lanci di oggetti, ma soprattutto delle candele, dei vasi di fiori e degli altri oggetti del memoriale spontaneo lasciati ai piedi della statua della Marianna al centro della piazza. E persino le scarpe della marcia 'mancatà.

L'indignazione dei parigini è scattata subito e molti dei presenti hanno cercato di rimettere ordine, mentre sui social network si è scatenata la condanna per il gesto profanatore. Ma, soprattutto, non si è fatta attendere la reazione delle forze dell'ordine, intervenute con lacrimogeni e cariche: 208 persone sono state ammanettate per identificarle, di cui 174 fermate trattenute in stato di fermo.

«Elementi di disturbo che nulla hanno a che fare con gli ambientalisti», ha detto Hollande, che ha definito l'accaduto «doppiamente scandaloso», sia nei confronti delle vittime degli attentati che della Conferenza sul clima.

Clima pesante insomma già ancor prima di iniziare: mantenuto a tutti i costi dal governo francese nonostante gli attentati, l'evento è stato 'sigillatò nell'area di Le Bourget, ad appena un paio di fermate dallo Stade de France e Saint-Denis, teatro d'azione e covo dei terroristi. Autostrade e tangenziali chiuse, invito ai parigini a restare a casa, 6.300 tra militari e poliziotti mobilitati intorno all'area e 15.600 in tutta l'Ile-de-France, più un centinaio di caschi blu e 300 agenti di sicurezza solo nella 'zona blù dei negoziati del sito della
Conferenza. Oltre agli agenti di sicurezza dei 150 leader che saranno presenti domani. È stato già oggi, e sarà anche domani, un minuto di silenzio per i 130 morti degli attentati ad avviare i lavori.

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