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Formazione in Sicilia, stipendi ridotti
per riassumere chi ha perso il posto

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PALERMO. Ridurre gli stipendi più elevati per recuperare gli esuberi, costringendo gli enti a riassumere chi ha perso il posto in cambio di somme extra. È la partita che si aperta intorno al bando che l’assessore alla Formazione, Mariella Lo Bello, ha appena pubblicato per finanziare i corsi del prossimo anno.

Finite le ferie, nelle stanze dell’assessorato stanno sfilando leader sindacali e manager dei principali enti di formazione. L’obiettivo è trovare una intesa prima della scadenza del bando (in autunno): se così sarà, gli enti dovranno presentare progetti formativi che partono dal riassorbimento dei licenziati degli anni scorsi. Altrimenti il rischio è quello di ricreare fra 1.400 e 2 mila esuberi.

Partita delicatissima. Che si basa su dati certi: il bando mette a disposizione per un solo anno 167 milioni. Poi dal 2017 la riforma (se mai l’Ars l’approverà) cambierà tutto. Intanto però con questi 167 milioni bisognerà tenere in piedi il sistema.

Secondo i calcoli fatti in assessorato, stanziando 129 euro per ogni ora di lezione (e relativo stipendio del personale) potrebbero lavorare in 5.900: cioè tutti i dipendenti, compresi quelli che hanno perso il posto negli ultimi due anni.

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