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Nella finanziaria tagli a sindaci e consiglieri, l’Anci in rivolta

PALERMO. "Non si può pensare di risolvere i problemi della Sicilia tagliando le indennità degli amministratori pubblici locali che peraltro non sono così alte come si vuol far credere e che di fatto hanno un impatto finanziario indifferente ai fini della quadratura del bilancio". Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente dell'AnciSiclia.  "Non si può, inoltre, non tenere conto che già in molte realtà dell'Isola i consiglieri comunali - ha aggiunto - si sono ridotti le indennità. Sarebbe meglio evitare di confondere l'opinione pubblica, aumentando ancora di più la distanza tra cittadini e politica. Infine, mi corre l'obbligo di sottolineare ancora una volta che già da tempo l'AnciSicilia chiede che, a tal proposito, venga applicata la normativa nazionale".

"L'AnciSicilia - aggiunge Paolo Amenta, vice presidente dell'Associazione dei comuni siciliani con delega alle Politiche sociali e di sviluppo - è sicuramente a favore della riforma nella sua interezza e contro l'uso distorto dei consigli comunali e dei loro regolamenti". "Ma non vogliamo far passare - ha osservato - il messaggio distorto che la riduzione del numero dei consiglieri o il taglio alle indennità sia la panacea di tutti i mali e contribuisca, da sola, a sanare i bilanci degli enti locali. Non possiamo accettare questa mistificazione considerando anche il fatto che il taglio delle indennità solleverà solo di poche centinaia di migliaia di euro le sorti della Finanziaria".

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